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Lecce, donna muore per annegamento davanti al marito e ai figli

Lecce, donna muore per annegamento davanti al marito e ai figli

Tragedia a Porto Cesareo, in provincia di Lecce, dove nella giornata del 29 giugno una donna di 44 anni residente nel vicentino è morta per annegamento mentre faceva snorkeling a pochi metri dalla spiaggia. L’episodio è avvenuto intorno alle ore 14, quando dalla riva il marito della donna si è accorto che quest’ultima appariva immobile a faccia in giù sul pelo dell’acqua. Una volta raggiunta, l’uomo si è reso conto che la moglie aveva perso conoscenza ma malgrado il tempestivo intervento dell’ambulanza non c’è stato purtroppo niente da fare.

Porto Cesareo, donna morta annegata

Una volta riportata sulla riva sono stati immediatamente allertati gli operatori sanitari del 119 di Veglie, che una volta giunti sul posto hanno provato in tutti i modi di rianimare la donna attraverso il massaggio cardiaco. Dopo diversi minuti tuttavia, gli operatori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della 44enne, che è morta davanti agli occhi del marito e dei figli.

Al momento non risultato ancora chiare le condizioni che hanno portato all’annegamento della donna, anche se è probabile che possa avere avuto un malore mentre si trovava in acqua e che la presenza della maschera e del boccaglio abbia ostacolato un’eventuale richiesta di aiuto da parte sua. Sul luogo della tragedia sono intervenuti anche gli uomini dei carabinieri che hanno passato il caso al pubblico ministero Francesca Miglietta. La salma della donna è nel frattempo stata trasportata presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

EDITORIALE DEL 30 GIUGNO

Non so se domani

Non so se domani
ci sarò a rinfrescare
i fiori in giardino.
A spazzare il vialetto
attorno a casa e se queste mani conterranno il mistero
di un’anima sola.
O sapranno asciugare
lacrime al calor del sole, quando il cuore
richiederà: tenerezza e amore.
Non so se domani
ci sarò a riporre i vestiti nell’armadio,
a scartare i vecchi modelli, a salire sulla scala con l’agilità
di una libellula.
Non so quanto tempo
mi darà il destino
per essere ancora donna,
per imbellettarmi da
cocotte, con capelli posticci sulla testa.
E l’odore del tuo dopobarba
adagiato sul letto,
insieme al gatto.
Non so se domani
rivedrò l’aurora e quel gemito di sole sulle spalle nude.
Come un bacio sfiorato
nell’ingordigia dei sensi!

EDITORIALE DELLA DOMENICA

IMMIGRAZIONE. CRISI EUROPEA DELL’ACCOGLIENZA NELL’ERA DEI NAZIONAL-POPULISMI.

Gli attori solidaristici transnazionali sono diventati fumo negli occhi per forze politiche che erigono la nazione e la sua sovranità a principi politici inderogabili.

La crisi europea (e occidentale) nei confronti dell’accoglienza dei rifugiati sarà probabilmente ricordata negli anni a venire per la concomitanza e la pressione esercitata dai nazional-populismi, diventati scomodi protagonisti dello scenario politico di diversi Paesi democratici. I fenomeni sociali e politici non hanno mai una sola causa. Movimenti e partiti anti-establishment e anti- immigrati erano sorti anche prima del 2015, anno emblematico della ‘crisi dei rifugiati’, o del 2011, anno delle ‘primavere arabe’: quella stagione di speranze che aveva messo in movimento una regione cristallizzata, finendo purtroppo nel tragico conflitto siriano, nella guerra civile libica, nella repressione egiziana di Al-Sisi, per citare soltanto gli sbocchi più sanguinosi.

CRONACA

POLITICA ECONOMICA

MILANO

SETTIMANA ALTERNATA

MIB 0,09% E SPREAD -0,89% CON 179 PUNTI

SOLO RIBASSI: BPM -2,66% MEDIOBANCA -2,64% TELECOM -2,43%

PAGINA SPORTIVA

SERIE A

JUVENTUS – LECCE 4-0

SERIE B

EMPOLI – BENEVENTO 0-0

PISA – PESCARA 2-1

JUVE STABIA – LIVORNO 2-3

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ADOLESCENTI E SUICIDIO NEL MONDO

Secondo quanto riporta Istat, in Italia circa 200 decessi all’anno su poco meno di 4000 totali riguardano ragazzi sotto i 24 anni. E poi c’è l’autolesionismo, comunque pericoloso e in crescita. A settembre 2019, nella giornata mondiale di prevenzione al suicidio, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma diffondeva dati allarmanti: le richieste urgenti in pronto soccorso per ideazione e comportamento suicidario negli ultimi otto anni sono aumentate di 20 volte, coinvolgendo anche bambini di 10-11 anni. Nel 2018 il pronto soccorso del Bambino Gesù ha effettuato quasi mille consulenze neuropsichiatriche.

In questi giorni la rivista The Lancet ha pubblicato i risultati di un grande studio che ha coinvolto 82 paesi nel mondo, da tutti i continenti. I dati provengono dalla Global School-based Student Health Survey (GSHS) condotta su studenti fra i 12 e i 17 anni tra il 2003 e il 2015. Il campione comprendeva 275.057 adolescenti, con un’età media era di 14,6 anni e il 51,8% di loro erano femmine. Le domande erano chiare: “Hai mai preso seriamente in considerazione di tentare il suicidio negli ultimi 12 mesi?” e “Negli ultimi 12 mesi, quante volte sei stato così preoccupato per qualcosa che non riuscivi a dormire la notte?”.

Risultato: un adolescente su 6 (il 14%) ha pensato al suicidio negli ultimi 12 mesi, il 9% ha vissuto episodi di forte ansia. Nel complesso la prevalenza aggregata di ragazzi che hanno pensato al suicidio è più alta nei paesi a reddito medio-alto (il 17% contro l’11%), mentre l’ansia è leggermente più diffusa nei paesi più poveri (nel 10% dei rispondenti dei paesi a basso reddito contro il 9% di quelli più ricchi). Uno studio pubblicato nel 2019 su The Lancet Child & Adolescent Health che aveva coinvolto 59 paesi a bassi reddito evidenziava questo trend: pensieri e i comportamenti suicidari sono prevalenti tra gli adolescenti nei paesi a basso e medio reddito, in particolare nelle regioni dell’Africa e del Pacifico occidentale, e in particolare tra le ragazze e gli adolescenti di età compresa tra 15 e 17 anni.

Attenzione: una cosa è considerare la media nei paesi a basso reddito, mentre altra cosa è considerare lo status socio economico basso di un individuo. In ogni paese – ad alto, medio o basso reddito che sia – vi sono individui di alto e basso status socio economico, e che quindi presentano rischio diverso di assumere comportamenti a rischio. Nello studio in questione, i fattori di rischio sia per il suicidio che per le forti forme d’ansia erano fondamentalmente tre: avere uno stato socioeconomico basso a livello personale/familiare, non avere amici intimi e quindi sentirsi soli e essere donne.

La più alta prevalenza aggregata di ideazione suicidaria è stata osservata nella regione africana (il 21%) e la più bassa nella regione asiatica. La prevalenza di ansia è risultata essere più elevata nella regione del Mediterraneo orientale, mentre i meno ansiosi sembrano essere proprio i ragazzi europei. “Solo” il 4% di questi ultimi sarebbe profondamente ansioso. Le probabilità di sperimentare l’idea suicida e l’ansia erano più alte tra gli adolescenti che avevano avuto un conflitto tra pari, episodi di vittimizzazione tra pari e di isolamento. Già una revisione sistematica pubblicata nel 2015 su 27 paesi aveva riferito che la prevalenza mondiale di disturbi mentali era del 13,4%.

La presenza genitoriale forte è un bene o un male? Per la prima volta lo studio misura anche questo aspetto. Gli adolescenti che hanno riferito elevati livelli di comprensione e anche di monitoraggio da parte dei genitori presentavano tassi significativamente più bassi di problemi di salute mentale. Al contrario però, la prevalenza di idee suicidarie era doppia negli adolescenti che percepivano alti livelli di controllo parentale.

Il problema è che i dati sui suicidi sono presumibilmente sbagliati, incompleti. Nei paesi a bassi e medio reddito i disturbi mentali rimangono ancora sottostimati a causa della stigmatizzazione sociale, di tabù religiosi o culturali, oltre a essere scarsamente riportati a causa di sistemi di segnalazione inadeguati. Anche per questa revisione appena pubblicata – scrivono gli autori – sono disponibili alcuni dati specifici per paese, ma a macchia di leopardo. Senza contare che questa survey si basa su questionari sottoposti nelle scuole, ma in molti paesi a basso reddito l’abbandono scolastico nell’adolescenza è molto elevato. In altre parole: questi numeri sicuramente sottostimano la situazione. Per esempio uno studio condotto in Vietnam ha mostrato che oltre il 30% degli adolescenti ha riportato da sé esperienze di vita di basso umore e che i tassi di prevalenza dei comportamenti suicidi erano del 12,2%. Un altro studio in Pakistan ha riportato che la prevalenza di ansia e idea suicida era rispettivamente dell’8,4% e del 7,3%.

EDITORIALE DEL 27 GIUGNO

Quest’anno funesto ci ha tolto molte cose, fra queste anche il pride, nessuna parata ha colorato la nostra città, ma il 20 giugno sulla pagina facebook di Torino pride si è svolto un pride telematico, per festeggiare comunque questa importante ricorrenza per la comunità queer. Essere degli alleati della comunità LGBTQ+, però, non significa solo partecipare ad una sfilata una volta all’anno, riuscire ad essere dei buoni alleati significa avere la volontà di informarsi e conoscere chi si vuole supportare. Per questo motivo The Password vi consiglia dei profili social di persone che fanno divulgazione e attivismo in questo campo però gli altri, ma soprattutto per se stessi, facendo conoscere le loro storie.

I primi canali e profili di cui voglio parlarvi trattano di transessualità attraverso YouTube.
È importante mettere in luce luce che le persone transgender continuano ad essere tra le più vulnerabili della comunità LGBTQ+. Negli ultimi mesi se ne sono sentite molte a riguardo, dalle parole di JK Rowling (grande sostenitrice del sesso/genere binario e biologico), alla legge che a fine maggio è stata approvata dal parlamento ungherese, che permette di scrivere sui documenti solo il “sesso registrato alla nascita” non permettendo di fatto alle persone transessuali o intersex di definire il genere in cui si sentono più rappresentati. Il 12 giugno Trump ha deciso – ironicamente lo stesso giorno in cui si ricorda la sparatoria di Orlando- di abrogare la legge promulgata da Obama che tutelava le persone transgender dalla discriminazione in ambito sanitario. Ora più che mai è necessario informarsi per lasciare indietro ogni pregiudizio.

CRONACA

LIVORNO

NELLA TARDA MATTINA INAUGURATA UNA PANCHINA ARCOBALENO IN PIAZZA DEL MUNICIPIO.

UNICA INIZIATIVA DEL TOSCANA PRIDE CHE DOVEVA ESSERE IERI MA RIMANDATA ALL’ANNO PROSSIMO.

LO SLOGAN: L’ORGOGLIO NON VA IN PANCHINA

INIZIATIVA DEL COMUNE CON LE ASSOCIAZIONI RANBOW, AGEDO E ARCIGAY

SPORT

TORNA IL CALCIO DOPO LA PAUSA OBBLIGATA DAL CORONA VIRUS

SI RIPARTE DAI RECUPERI

SERIE A

TORINO – PARMA 1-1

VERONA – CAGLIARI 2-1

SERIE B

SALERNITANA – PISA 1-1

LIVORNO – CITTADELLA 0-2

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WORLD REFUGEE DAY 2020. REFUGEES ARE VICTIMS OF OUR UNJUST SYSTEM

Aloysius John – Caritas Internationalis 

For refugees living in dignity is a challenge during the COVID-19 pandemic.

In 2019, 33,4 million people were forced into the harsh road of exile across 145 countries. Victims of violence, fear, and above all victims of an unjust system, they have been forced to leave their homes to leap into the unknown destiny where they will have to face hardships, pain, anguish and trauma. Women, children and the elderly are the worst affected. Thus joining the hundreds of millions of refugees all over the world.

On this World Refugee Day, how can the international community turn deaf ears to the cries of refugees who suffer? For many around the world, these people don’t have a face nor a story. Refugees are only numbers or news to look at briefly in the newspaper. We seldom care about their stories of untold sufferings, of enduring pain, and above all stories of dehumanisation where people live in very precarious conditions.

COVID-19 has taught us an important lesson, the need for global solidarity to fight against any thing that affects humanity. This year, 2020, must lead us to a new way of responding to the refugees and their plight. As an international community, humanity was able to organise itself against the pandemic. In the same way, there is an urgent need to receive the refugees with empathy and solidarity and address the root causes of the phenomenon and develop a just economic system that guarantees them equal opportunities.

This day dedicated to the refugees recalls our role and our responsibility towards our neighbour who is de-rooted from his home, his culture, his family and his environment and experiencing a tragic painful situation. For example, the Rohingya people, who have left their homes to be transplanted in the neighbouring country where, despite the readiness of the Bangladeshi government to receive them, they are exposed to highly vulnerable conditions and today also to the COVID 19 pandemic. And there are millions like them in other parts of the world.

As Caritas Internationalis, our main focus is to nurture brotherhood through expression of care and love for the most vulnerable, and the refugees are among them. We call on our political leaders to take courageous decisions to safeguard the refugees, in particular those who are victims of every kind of abuses in many places. They are human persons, with dignity, values and rights and it is the duty of all of us to receive them with open arms and ensure they live in dignity.

As Caritas Internationalis, daily in close contact with the sufferings of the refugees, we want our political leaders to take the following courageous and bold action:

  • To ensure that policies that contribute to receive the refugees in a dignified and safe way are put in place;
  • To ensure the refugees their basic needs such as food, water and health care, thus enabling them to live a dignified life;
  • To give refugees and internally displaced people access to safe living conditions especially at this time of pandemic.
  • in Caritas Internationalis  del 19 giugno 2020

EDITORIALE DOMENICA

21 GIUGNO SOSTIZIO D’ESTATE

OGGI NEL GIORNO PIU’ LUNGO DELL’ANNO INIZIA LA STAGIONE PIU’ BELLA:

L’ESTATE

NON SAPPIAMO CHE ESTATE SARA’ PER VIA CHE ANCHE LE NOSTRE VACANZE SONO STATE GIA’ MODIFICATE DA QUESTA PANDEMIA.

PERO’ DOBBIAMO ESSERE UN PO’ FIDUCIOSI POSSIAMO ANDARE IN FERIE QUANDO VOGLIAMO FINO A SETTEMBRE.

MARE, MONTAGNA, ESTERO LE NOSTRE METE CI ASPETTANO FORSE MENO L’ULTIMA MA COSA VOLETE PER LA PRIMA VOLTA POSSIAMO GODERE TUTTO PER NOI IL NOSTRO PAESE.

IN QUESTA ESTATE CI ACCOMPAGNERA’ IL CALCIO CON SERIE A E CHAMPIONS E FORMULA 1.

FESTE E SAGRE NIENTE MA POSSIAMO FARE COMUNQUE PASSEGGIATE E APERICENA CON BUON SENSO.

EDITORIALE 20 GIUGNO 2020

PACE

UNA BELLA PAROLA MA DIFFICILE DA PERSEGUIRE

PARTENDO DA NOI STESSI FINO ALLA SOCIETA’ DIFFICILE MANTENERE QUESTA PACE

OGNI GIORNO ANCORA OGGI MOLTE GUERRE IN ATTO E ANCHE A LIVELLO INTERPERSONALE

GUERRE CHE SOSTENGONO L’INDUSTRIA DELLE ARMI UNICA CHE NON TROVA UN VERO FALLIMENTO.

RELIGIONI CHE PROCLAMANO AMORE E CERCANO PACE, MA SEMPRE LE PRIME A PORTARE GUERRE E DIVISIONI.

UNICA PAROLA DI PACE E ARCOBALENO E L’AMORE MA ANCHE ESSI TROVA OGGI MOLTA DIFFICOLTA’ PERCHE’ NON SAPPIAMO VEDERE OLTRE.