CRONACA


A che punto siamo col 5G?
Mercoledì il segretario di stato americano Mike Pompeo è arrivato a Roma e ha incontrato il primo ministro Giuseppe Conte e il ministro degli esteri Luigi Di Maio. Al centro dei due colloqui la posizione italiana sull’impiego di componenti elettroniche del colosso cinese Huawei nella costruzione della rete di telecomunicazioni mobile di ultima generazione. Conte e Di Maio hanno rassicurato Pompeo: l’Italia si allineerà all’Unione Europea, mettendo al centro delle sue scelte la sicurezza nazionale e comunitaria.
A luglio la Commissione Europea aveva richiamato gli Stati membri a diversificare i fornitori della filiera 5G, pochi giorni dopo l’annuncio del governo inglese che ha imposto il divieto di utilizzo della tecnologia Huawei nella parte core della rete e un limite del 35% sul suo impiego nelle parti periferiche.
Intanto diversi Paesi europei stanno lanciando la rete 5G servendosi di componenti della svedese Ericcson che commercializza stazioni radio base già abilitate per la trasmissione 5G dal 2015. Tuttavia uno studio ha recentemente stimato che un bando alle componenti Huawei comporterebbe in Italia un aumento dei costi di costruzione della rete del 19%, ovvero quasi 300 milioni di euro in più ogni anno per dieci anni (lo studio, bisogna dirlo, è stato realizzato dalla società Oxford Economics su commissione di Huawei stessa).
Il bando a Huawei si inserisce in un dibattito più ampio sui rischi che la quinta generazione di comunicazioni mobili avrà in termini di sicurezza, sia personale che collettiva. Le Monde ha raccolto le voci che sembrano circolare maggiormente sul 5G classificandole in ‘vero’, ‘falso’ e ‘non si sa’. Molte di queste riguardano gli effetti sulla salute umana, l’argomento che senz’altro desta la maggiore preoccupazione tra i cittadini. I quesiti a cui Le Monde prova a dare una risposta possono essere raggruppati in tre categorie: rischi per la salute, rischi per la sicurezza e rischi per l’ambiente, tra cui spicca quello per l’accuratezza delle previsioni meteorologiche.

Presentata la Scuola Politica “Vivere nella Comunità”
Primo progetto formativo apartitico, bipartisan e gratuito

E’ stata presentata ufficialmente a Roma la Scuola Politica “Vivere nella Comunità”,fondata e promossa dal Professore Pellegrino Capaldo, insieme a numerose personalità di spicco del mondo accademico come i professori Sabino Cassese, Paolo Boccardelli, Bernardo Mattarella e – fra gli altri – i presidenti di Poste Italiane, ANSA (media partner), Enel, Sace, Simest e Compagnia di San Paolo.

Durante la presentazione dal titolo “Le competenze necessarie al Paese e il ruolo di una Scuola Politica”, il professor Sabino Cassese ha ribadito l’importanza di un’iniziativa apartitica volta ad aumentare la preparazione dei giovani : “L’obiettivo deve essere quello di rimettere seriamente al centro il tema delle competenze, sostenendo la formazione di una nuova classe dirigente e di futuri amministratori e manager preparati ad affrontare la complessità del nostro tempo, con un rinnovato senso delle Istituzioni e con un nuovo spirito di servizio verso tutta la comunità”.

L’iniziativa desidera quindi accrescere la preparazione dei partecipanti non solo nella sfera delle competenze politiche, ma anche in quelle manageriali, professionali, economiche, civiche e sociali.

On. Molinari (Lega): “Grave che sei comuni dell’Ovadese siano esclusi dal rifinanziamento del Fondo di sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali

On. Molinari (Lega): “Grave che sei comuni dell’Ovadese siano esclusi dal rifinanziamento del Fondo di sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali  Il Ministro ponga immediato rimedio” E’ vero che i Comuni di Belforte Monferrato, Castelletto d’Orba, Cremolino, Montaldo Bormida, Tagliolo Monferrato e Trisobbio saranno esclusi dal rifinanziamento del Fondo di sostegno alle attività economiche.

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