CRONACA

BARI

Coronavirus, oltre mille nuovi casi in Puglia (109 nel Foggiano con 2 morti)

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano sulla base delle informazioni del direttore del dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro, informa che oggi martedì 5 gennaio 2021 in Puglia, sono stati registrati 10273 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 1.081 casi positivi: 386 in provincia di Bari, 88 in provincia di Brindisi, 172 nella provincia BAT, 109 in provincia di Foggia, 111 in provincia di Lecce, 211 in provincia di Taranto, 9 residenti fuori regione. 5 casi di provincia di residenza non nota sono stati riclassificati ed attribuiti. Sono stati registrati 14 decessi: 6 in provincia di Bari, 1 in provincia di Brindisi, 2 in provincia di Foggia, 5 in provincia di Taranto.null

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 1.075.382 test. 39235 sono i pazienti guariti. 53580 sono i casi attualmente positivi. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 95365, così suddivisi: 36.936 nella provincia di Bari; 10.890 nella provincia di Bat; 6.904 nella provincia di Brindisi; 20.938 nella provincia di Foggia; 7.449 nella provincia di Lecce; 11.618 nella provincia di Taranto; 536 attribuiti a residenti fuori regione; 94 provincia di residenza non nota. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti. Il bollettino epidemiologico Regione Puglia 5.1.2021.

ALESSANDRIA

Azienda Ospedaliera di Alessandria: nuovo direttore della Terapia Intensiva Neonatale

Azienda Ospedaliera: Federico Schena è il nuovo direttore della Terapia Intensiva NeonataleÈ Federico Schena, valtellinese, classe 1972, formato a Pavia dove si è laureato a pieni voti e specializzato in Pediatria il nuovo Direttore della Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria. Arriva da una lunga esperienza al Policlinico di Milano.

CITTA’ DI CASTELLO

Denuncia commercianti centro commerciale Castello: Castello Cambia: “chiamare in audizione operatori che si dicono danneggiati. Fatto gravissimo se loro denunce rispondessero al vero”

«Se rispondesse al vero quanto denunciato dagli operatori del Centro commerciale Castello, si tratterebbe di un fatto della massima gravità. Chiediamo che la Commissione “Programmazione Economica” inviti in audizione i diretti interessati per comprendere nel dettaglio i contorni di questa vicenda. Il Sindaco da parte sua dovrà rispondere direttamente in Consiglio comunale. Se quanto denunciato rispondesse al vero, sarebbe molto grave per la nostra comunità sia in termini di rispetto delle regole sanitarie sia di quelle della libera concorrenza».  I due consiglieri comunali di Castello Cambia annunciano con queste parole la presentazione di un’interrogazione consiliare per chiedere se risponda al vero quanto riportato dagli operatori del centro commerciale ‘Castello’ secondo i quali “a partire dal 16 novembre, anche a causa della condotta omissiva assunta dal Comune di Città di Castello, alla già grave e complessa emergenza legata al Covid-19 si sono sommati i rilevantissimi danni economici determinati da chi ha consentito che centri commerciali e strutture unitarie concorrenti, nelle giornate festive e prefestive dei mesi di novembre (dal 16) e dicembre rimanessero illegittimamente aperte”.

«La salute dei cittadini e le pari opportunità tra tutti gli operatori commerciali devono essere al centro di qualsiasi azione amministrativa – spiegano Arcaleni e Bucci. Non è nostro interesse entrare nel merito dell’eventuale vicenda giudiziaria, ma intendiamo conoscere nel dettaglio le ragioni della protesta degli operatori commerciali. Nella nota divulgata alla stampa dal centro commerciale Castello si parla di “giorni in cui si è registrata una concentrazione e un afflusso esagerato di persone presso gli stessi centri e parchi commerciali” facendo intendere il generarsi di numerose situazioni di assembramento, e che quindi in giorni di grave emergenza per la salute pubblica “a Città di Castello veniva consentito ad alcuni centri commerciali di rimanere aperti e di effettuare in regime di monopolio tutte le vendite prenatalizie a discapito degli operatori corretti”. Sarebbe molto grave se tutto ciò rispondesse al vero, e per questo, oltre ad ascoltare gli operatori commerciali che si dicono danneggiati, attraverso la nostra interrogazione consiliare chiediamo di conoscere nel dettaglio i documenti e le modalità con le quali Sindaco, Assessorato competente e comandante della Polizia Municipale hanno gestito tale situazione nei mesi di novembre e dicembre».

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