POLITICA


Il primato dell’uomo e della conoscenza nell’era digitale. Le skill del futuro

Robotizzazione e intelligenza artificiale generano molti timori per l’impatto sul lavoro. Ma a mano a mano che la digitalizzazione delle aziende procede, è sempre più chiaro che i mestieri evolvono e che per garantire l’occupazione occorre una formazione continua e qualificata.

“Come robot avrei potuto vivere per sempre, ma dico a tutti voi oggi che preferisco morire come uomo che vivere per tutta l’eternità come macchina. Per essere riconosciuto per chi sono e per ciò che sono. Niente di più, niente di meno. Non per la gloria, per l’approvazione, ma per la semplice verità di questo riconoscimento”.In queste battute di Andrew, l’Uomo Bicentenario di Isaac Asimov (scrittore e divulgatore scientifico che per primo ha parlato di roboticaè racchiuso il significato del rapporto uomo-macchina. Per quanto intelligente e performante possa essere un robot, non raggiungerà mai le capacità dell’uomo tanto che la stessa macchina, se potesse decidere, sceglierebbe di essere uomo. Quello che manca alla macchina è l’umanità.

Questa consapevolezza e questo approccio sono alla base della ricerca “Humans wanted: robots need you” di ManpowerGroup nella quale si evidenzia come, anche a fronte del forte impatto dell’automazione nella ridefinizione del mercato del lavoro, sia ancora l’uomo la risorsa più importante e più ricercata. Secondo la ricerca, infatti, più datori di lavoro che mai – l’87% – dichiarano l’intenzione di aumentare o mantenere il proprio organico come risultato dell’automazione.

Le aziende che puntano sulla digital transformation rappresentano il motore di una crescita esponenziale che si traduce nella nascita di nuove e diverse tipologie di lavoro. Sempre secondo la ricerca, infatti, le imprese che hanno già abbracciato la conversione digitale (il 41%) e che stanno automatizzando le mansioni più operative, sono anche quelle che prevedono maggiori assunzioni nei prossimi anni (il 24%).

Dobbiamo diffidare, dunque, delle previsioni catastrofistiche che predicono la fine del lavoro. Basta guardare al Giappone, uno dei Paesi tecnologicamente più avanzati in cui la disoccupazione è solo al 2,5%.

Il punto non è l’esigenza di creare più posti di lavoro, quanto formare le persone che dovranno occuparli: quindi è fondamentale oggi più che mai concentrarsi su come sviluppare le skill del futuro.


Il Drago sincero, ma pentito e l’Erdogan furioso. I soldi sono soldi il resto chiacchiere!!!

Erdogan si è offeso e colpisce l’Italia dove la sensibilità del governo ed industriali è più acuta…. il commercio di armi. Per ora ha sospeso solo l’acquisto di elicotteri da combattimento ma…

Se poi colpisse anche il neopresidente di confindustria Brescia, Gussalli Beretta, con il suo imponente commercio di armi verso la Turchia e le sue fabbriche li dislocate, sarebbe colpire il cuore della gente produttiva e per bene.

Del resto la bandiera turca sventola sulla Breda armi nostrana e gli affari di sola esportazione di armi verso il regime islamico di Erdogan sono di circa 400 milioni annui.
Poi ci sono le compartecipazioni, la presenza di Leonardo finmeccanica in vari siti turchi….

Penso che Draghi si affretterà a fare ammenda e si sarà già pentito per un momento di improvvida sincerità, forse unico da quando non porta più i calzoncini corti…

Intanto continua la guerra contro i Curdi, in Siria e nell’est della Turchia, le detenzioni di deputati, sindaci, giornalisti, avvocati e migliaia di persone comuni che si oppongono al regime….

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