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VERSO IL 25 APRILE


76°Anniversario della Liberazione: le celebrazioni a Novi Ligure

76° Anniversario della Liberazione Domenica 25 aprile si festeggia il 76esimo Anniversario della Liberazione. Anche quest’anno la manifestazione è condizionata dalla pandemia da Covid-19 e si svolgerà nel rispetto delle vigenti misure per la prevenzione del contagio. La cerimonia si terrà alle ore 10 in piazza Pascoli presso il Monumento alla Resistenza.


Il 25 aprile ad Alessandria con ANPI

Ptesento il programma uffi­ciale redatto insieme al Comune di Aless­andria, delle mani­festazioni organizza­te per domenica 25 Aprile. Il programma prevede le deposizioni delle corone nei luoghi storici della nost­ra città: senza cort­eo, questi luoghi ve­rranno raggiunti org­anizzando autovett­ure e pertanto vi in­vito a contattare il compagno Marcello Vecchio


25 aprile: da Barcellona, per ricordarci di una delle tante malefatte del fascismo italiano.

Qualcuno dei lettori di questo blog ricorderà alcuni articoli, usciti qualche anno fa, in cui parlavamo della denuncia dello stato italiano, fatta dagli antifascisti italiani di Barcellona, per i bombardamenti sulla popolazione catalana effettuati dall’aviazione di Mussolini durante la guerra civile. Ricapitolando velocemente per chi non lo sa. Una decina di anni fa, l’associazione Altraitalia (di cui faceva parte anche il sottoscritto, allora residente nella capitale catalana) decise di denunciare lo stato italiano per quella pratica efferata che costò la vita a migliaia di bambini, donne, uomini. Che c’entra l’attuale repubblica italiana, si chiederà qualcuno, con le malefatte del fascismo? C’entra, c’entra, anche se in modo un po’….trasversale. Innanzitutto perché (lo scoprimmo durante il lavoro di costruzione della denuncia, grazie in particolare alla ricerca di un militante romano di Altraitalia, lo storico Andrea Tappi) la “repubblica-nata-dalla-resistenza” continuò ad incassare i soldi del rimborso degli aiuti fascisti a Franco fino al 1967! In Spagna questo scoop ottenne una certa risonanza mediatica: in Italia, ovviamente, un silenzio tombale. In secondo luogo perché l’Italia non solo non rimborsò mai le vittime dei feroci bombardamenti, ma, diversamente dalla Germania, non porse MAI le sue scuse ufficiali né alle vittime, né alle autorità comunali, provinciali, regionali o statali del paese vicino. Non so quanti di voi ricorderanno l’immagine del cancelliere tedesco Willy Brandt inginocchiato a Varsavia. Le responsabilità di Brandt in ciò che avevano commesso i nazisti in terra polacca erano pari a zero: esponente di spicco della SPD, la socialdemocrazia tedesca repressa, al pari di comunisti, anarchici, ecc. dal regime di Hitler (tra l’altro, negli anni ’30, Brandt militava nell’estrema sinistra socialista, ancor più “innocente”, se così si può dire), avrebbe benissimo potuto dire “Che c’entro io, il mio partito, il mio governo, e l’intera repubblica federale tedesca, con quel criminale di Hitler?” Ma ebbe il coraggio personale e la lucidità politica di “chiedere scusa” al popolo polacco per ciò che i nazisti e, in una certa misura, la “Germania” in quanto tale (almeno nella percezione popolare, che, seppur con scarsa giustificazione storica, va tenuta in conto) avevano combinato in quelle terre. L’Italia non lo fece mai. Non consegnò, per esempio, i criminali di guerra (come Roatta) ai paesi aggrediti dopo il 1940 (in primis alla Jugoslavia). Un po’ grazie al voltafaccia del settembre del ’43, un po’ per l’opportunismo così radicato qui da noi, nessun esponente dei governi della Repubblica si sentì mai in obbligo di rispondere di quelle atrocità. E, aggiungo io sospettosamente, forse anche perché, nel caso spagnolo, molti democristiani, al potere ininterrottamente dal 1945, hanno sempre provato più simpatia (magari inconfessata) per il “nazional-cattolicesimo” del boia Franco che per quei “mangiapreti” dei repubblicani spagnoli degli anni Trenta. Comunque sia, da quando il tribunale di Barcellona ha accettato di farsi carico della denuncia, tutte le richieste di collaborazione alle autorità italiane (civili e militari) sono cadute nel vuoto. Anche quando, dopo la vittoria di Ada Colau alle elezioni del 2015, il Comune di Barcellona ha deciso di appoggiare la “querella” costituendosi come parte civile, i “nostri” politici, magistrati, militari hanno fatto orecchie da mercante. D’altra parte che c’è da aspettarsi se persino l’ex ministro della Difesa, Roberta Pinotti (PD, ex PDS, ex PCI, ex scout) preferisce decorare e far gli auguri ai criminali di guerra italiani (come l’aviatore “legionario” Gnecchi) piuttosto che a chi ha combattuto contro la gentaglia come Gnecchi? Comunque a Barcellona non ci si rassegna, giustamente. E per sfondare il muro di gomma della mancata collaborazione delle autorità italiane si vuol ritornare all’assalto, sia sul terreno penale (i crimini contro l’umanità non vanno in prescrizione) riaprendo la “querella” anche per il bombardamento navale dell’incrociatore “Eugenio di Savoia” e aprendo il contenzioso “civile”, chiedendo, più che il risarcimento alle poche vittime (storpiate a vita) ancora viventi e ai loro diretti discendenti, un risarcimento simbolico, come per esempio la ricostruzione, a spese dello stato italiano, della Escola de Mar della Barceloneta, distrutta (con quasi tutti gli insegnanti e i bambini sepolti dalle macerie) dai “coraggiosi” aviatori fascisti italiani tanto cari alle Pinotti o ai Minniti*. Ecco il testo del volantino che il 25 aprile (giorno in cui ricorderemo quelli che, a questi “eroi” di paccottiglia in camicia nera, hanno cercato di fargliela pagare) distribuiremo a Barcellona, a Roma, e a Brescia (nella nostra città grazie al circolo “G. Puletti” di Sinistra Anticapitalista).

Flavio Guidi

1936,1940, 1945…2021

Quasi 85 anni sono passati da quando aerei, navi, carri armati italiani aiutarono Franco ad annegare nel sangue la Repubblica spagnola. Non era la prima volta che gli “italiani brava gente” (!?) si macchiavano di atroci crimini contro l’umanità: prima di bombardare i civili a Barcellona, lo avevano fatto in Eritrea, in Abissinia, in Libia, di nuovo in Etiopia poco prima di contribuire ad assassinare la giovane repubblica iberica. E poco dopo lo avrebbero fatto in Albania, in Grecia, in Jugoslavia, in Unione Sovietica, salvo  che questa volta uscirono sconfitti dalle avventure criminali dell’imperialismo italiano. Per fortuna migliaia di italiani ebbero il coraggio e la lucidità per impedire che il nome “italiano” venisse associato per sempre all’ignominia del fascismo, del razzismo, dell’imperialismo. Soprattutto in terra di Spagna migliaia di comunisti (“ufficiali” o “dissidenti”), di anarchici, di socialisti, di “giellisti”, di repubblicani seppero opporre, armi alla mano, all’incubo del fascismo, il sogno di un’Italia, di una Spagna, di un mondo diverso, più libero e più giusto. E la lezione imparata in terra di Spagna seppero applicarla, con maggior fortuna, per liberar l’Italia dal nazifascismo, il 25 aprile di 76 anni fa. Per non dimenticare tutto questo, circa 10 anni fa, come italiani antifascisti residenti a Barcellona abbiamo denunciato lo Stato Italiano per i bombardamenti a tappeto, e chiesto che l’Italia di oggi faccia un gesto di riparazione, risarcendo i sopravvissuti ancora viventi e i loro discendenti diretti, domandando ufficialmente scusa (come ha fatto la Germania) ai popoli di Spagna e alla città di Barcellona (che si è costituita parte civile in questa causa). La magistratura e i governi italiani, in questi 10 anni, non hanno MAI collaborato con la magistratura di Barcellona, lasciando cadere le richieste di rogatoria internazionale, sperando che, con la scomparsa di tutti i criminali di guerra ancora vivi (gli ultimi sono morti proprio in questo decennio), tutto finisse nel dimenticatoio. Ma noi abbiamo pazienza e memoria lunga: da Barcellona chiediamo che la causa venga riaperta sia in sede penale (recentemente si è aggiunto il bombardamento navale effettuato dall’incrociatore “Eugenio di Savoia”) sia in sede civile, tramite, per fare un esempio, la ricostruzione, a spese dello stato italiano, dell’Escola de Mar della Barceloneta, distrutta dagli aerei italiani nel 1938. L’ITALIA PAGHI PER I SUOI CRIMINI DI GUERRA! ¡NO PASARÁN!

Libera Associazione Italo Catalana Antifascista (L.A.I.C.A.) – Barcellona

Aderisce il Circolo “Guido Puletti” di Sinistra Anticapitalista – Brescia

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