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Primo Maggio del lavoro, che non c’è. Del lavoro perduto. Un Primo Maggio triste

Il governo dovrà assicurarsi che le risorse del Recovery favoriscano donne, giovani e migranti, le categorie più colpite dalla pandemia.

Primo Maggio del lavoro, che non c’è. Del lavoro perduto. Un Primo Maggio triste. Per molti doloroso. Il lavoro è dignità della persona, è un pezzo della nostra identità, di noi stessi. Indipendentemente dal tipo di attività che ciascuno di noi svolge. È la bellezza del dare un contributo alla comunità di cui si fa parte e di migliorarsi. L’Italia ha indici di soddisfazione alti del lavoro. Indipendentemente dalle mansioni svolte. E questa è una bella cosa. È l’Italia operosa, creativa, innovativa, che abbiamo sempre conosciuto ma che ora, in molte sue parti, soffre, non vede futuro. D’altro canto c’è il lavoro più garantito e quello meno, o per nulla. Esistono anche lo sfruttamento e la schiavitù. E i momenti più critici sono proprio quelli che stiamo attraversando. Quanto più la situazione economica è difficile, tanto più il rischio di sfruttamento cresce. Perché molti cittadini, soprattutto i più vulnerabili e fragili, sono maggiormente esposti al ricatto di non avere di che sfamarsi o mantenere la famiglia. Mai come ora è fondamentale che il governo vigili sulle forme di sfruttamento che assumono tipologie tra le più varie e nuove e spesso fin troppo
visibili.

Ma quale è il lavoro perduto? I dati sono stati diffusi ieri dall’Istat sul mese di marzo 2021. Quasi 900 mila occupati in meno rispetto a febbraio 2020, prima dell’inizio della pandemia. Nonostante il blocco dei licenziamenti. Nonostante la cassa integrazione. Il lavoro perduto è soprattutto femminile (-4,5% contro -3,4%), donne giovani che vivono con i genitori o con il partner, senza o con figli. E ciò perché il settore dei servizi è stato più colpito dagli effetti della pandemia, e in particolare i servizi alle famiglie, turismo, ristorazione dove le donne sono più presenti, per di più con contratti più precari e spesso lavori irregolari.

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