PRINCIPALI NEWS

ABBIAMO CERCATO DI SEGUIRE TUTTE LE MANIFESTAZIONI DEL 1° MAGGIO IN TUTTA ITALIA:

MILANO DEL PCI

ROMA IL CONCERTO DELLE COFEDERAZIONI

TORINO IL PC

BRESCIA FONTE POPOLARE

GENOVA CON POTERE AL POPOLO E LAVORATORI PORTUALI E STUDENTI CHE OCCUPANO UNIVERSITA’

BOLOGNA USB E POTERE AL POPOLO

NAPOLI POTERE AL POPOLO

POMEZIA PRESIDIO DI LAVORATORI

ANCHE IN TOSCANA QUALCHE MANIFESTAZIONE:

EMPOLI E FUCECCHIO IL PCI

PRATO POTERE AL POPOLO CON PRESIDIO DEI LAVORATORI DELLA TEXPRINT

DA BRESCIA

1maggio a Brescia: centinaia di lavoratori 2 ore e mezza di interventi e musica.

1 maggio Brescia ridurre orario di lavoro a parità di salario, per vivere e per l’occupazione di tutti. Sanità, scuola e servizi pubblici di qualità e gratuiti. Tasse a chi si è arricchito in questi anni. Solidarietà tra tutti i lavoratori abolizione dei decreti assassini di Minniti-Salvini e permesso di soggiorno slegato dal contratto di lavoro. Centinaia di lavoratori, oltre due ore e mezza di interventi e ottima musica, senza sponsor. Vergogna a chi il 1 maggio da credibilità a multinazionali che devastano il pianeta o finanziano il commercio di armi.

Basta con i primi maggio demagogici e populisti!

Abbiamo ricevuto un comunicato delle segreterie nazionali di CGIL-CISL-UIL, che rivendicano le loro scelte, in polemica con le numerose proteste per la gestione del Primo Maggio 2021. Per correttezza e tolleranza democratica lo rendiamo noto alle masse popolari che seguono con fervore religioso il nostro blog.

Basta con i primi maggio demagogici e populisti!

Abbiamo appeso con profondo disappunto delle proteste di settori estremisti, ancorati ad una visione nostalgica di ciò che dev’essere un sindacato, che non hanno saputo adeguarsi alla modernità e ad una visione laica e onnicomprensiva della realtà. La nostra scelta di celebrare il primo maggio con le autorità istituzionali, i vescovi, le forze imprenditoriali (ENI in primis) è una scelta che rivendichiamo pienamente, senza alcuna falsa modestia, lungimirante e progressista. Diciamolo apertis verbis: è ora di finirla con i primi maggio da straccioni, pezzenti e lazzaroni! Chi dà da lavorare a voialtri, massa di fannulloni capaci solo di piagnucolare e chiedere sussidi? L’imprenditore! Lui rischia, si sacrifica, passa il suo tempo a preoccuparsi di accumulare profitti per permettere a voi e alle vostre famiglie (troppo spesso inutilmente numerose!) di comprarsi la macchina, l’ultimo modello di cellulare o i vestiti di Armani. Mentre voi, tornando a casa dopo una ridicolmente corta giornata di 8 ore, vi scordate di tutto e pensate solo a ingozzarvi, guardare la tv o scopare come ricci, lui, sensibile ai destini dell’umanità (compresi i vostri, manica di scansafatiche!), si scervella per capire come investire i pochi milioni di euro che faticosamente ha guadagnato. E non crediate che lo faccia per comprarsi la villa in collina, la casa a Cortina o sulla Costa Smeralda, le vacanze alle Maldive, la Ferrari o lo yacht! No, cari i nostri demagoghi da strapazzo. Lo fa perché dotato di un alto senso del dovere, di un senso civico che voi ve lo sognate! Pensa soprattutto a voi, i suoi cari dipendenti, che senza di lui non potreste nemmeno andare ogni sabato a spendere i vostri soldi malguadagnati nel più vicino centro commerciale! Il suo senso della carità cristiana (sostenuto con amore dai vescovi, che abbiamo invitato appositamente) lo spinge a questo altruismo degno di miglior causa (vista l’ingratitudine che mostrate, pezzenti!). E non tirate fuori cose vecchie come il cucco, tipo i cosiddetti “Martiri di Chicago”. In fin dei conti è stato dimostrato che erano dei terroristi (chi ha scagliato le bombe, secondo voi? Sentiamo: i poliziotti, magari? Ma suvvia, siamo seri! E poi la magistratura di Chicago, notoriamente al di sopra di ogni sospetto, ha stabilito una volta per tutte la verità). Comunque, tornando alla modernità, che ci è così cara, sappiate che d’ora in poi, cari subordinati, il primo maggio sarà sempre meno settario (alla faccia vostra) e aperto. L’anno prossimo sarà organizzato unitariamente da CGIL, CISL, UIL e Confindustria, e sarà aperto dal nuovo inno unitario dell’amico Adriano Celentano, “Chi non lavora non fa l’amore”. Ed ora, rimboccatevi le maniche che l’Italia ha bisogno anche dei vostri sforzi, mica solo di quelli, encomiabili, di imprenditori, vescovi e politici di professione.

Le segreterie ultraunitarie di CGIL, CISL, UIL e ENI

MILANO

1° maggio a Milano, tante bandiere sotto la pioggia. Cgil Cisl e UIL online.

Da un po’ di anni a Milano il 1° maggio al pomeriggio si tiene la manifestazione alternativa. Quella che raggruppa, mette insieme le tante realtà che vogliono invertire la rotta e cambiare il sistema.

Oggi pioveva, ma è riuscita. Non solo, dopo un anno e più di presidi e presidi, si è finalmente tenuta una manifestazione autorizzata. Da piazza Cairoli a piazza Duomo, 500 metri che hanno visto sfilare tra le due e le tremila persone. Tanti striscioni, tanti ombrelli, tantissime bandiere. Sindacati di base di tutti i tipi, anarchici, Rifondazione, piccoli partiti rivoluzionari, No-Cpr, Ottoni a scoppio, Rimaflow. Trasversali a tutti una larga componente di immigrati. Erano i più arrabbiati, decisi a gridare e gridare; lavoratori soprattutto della logistica che negli ultimi anni hanno scoperto cosa vuol dire lottare, hanno conosciuto l’organizzazione, le vittorie e la repressione. E poi gli immigrati che ricordano che “non possono più aspettare”, documenti-carote mentre il bastone è sempre pronto.

Tra i tanti striscioni quelli che ricordano Sanità, Cultura, Scuola, Reddito, Dignità, Diritti, fine del patriarcato.

Il resto della città guardava, qualche turista incuriosito fotografava, per altri pareva che stessero sfilando dei marziani. E poi la musica: “Fame e macerie sotto i mortai…” “El pueblo unido.”

Diciamo che è stato un importante segnale di vita, ma la primavera, quella che sogniamo, deve ancora arrivare…

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