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“I racconti del mare” per tutelare la bellezza del nostro sistema marino

Quattro appuntamenti di studio per i docenti e gli allievi di tutti gli istituti superiori livornesi

“I racconti del mare” è il titolo dell’evento promosso dal CIBM (Centro Interuniversitario di Biologia Marina), in collaborazione con gli assessorati all’Ambiente e all’Innovazione e all’Università del Comune di Livorno, che nei mesi di maggio e giugno sarà rivolto a tutti gli studenti delle scuole superiori cittadine.

Si tratta di quattro appuntamenti durante i quali verrà narrata la bellezza e la vita delle aree marine livornesi con competenze di assoluto rilievo rappresentate da professori esperti in materia appartenenti alle Università di Pisa, Firenze, Siena, Torino, Bologna e Modena-Reggio Emilia.

“La vita della nostra città – commenta Giovanna Cepparello, assessora all’Ambiente – ruota da sempre attorno al mare. Il nostro ambiente marino è una risorsa dal valore incommensurabile sia sul piano economico che su quello scientifico. Riteniamo che il coinvolgimento degli studenti – conclude Cepparello – sia determinante anche per la trasmissione di importanti conoscenze eventualmente spendibili per la prosecuzione degli studi universitari o per eventuali sbocchi professionali”.

“Il CIBM – afferma Barbara Bonciani, assessora all’Innovazione e all’Università – è una realtà con sede nella nostra città ai più sconosciuta ma che, oltre a svolgere attività di consulenza per la salvaguardia dell’ambiente marino e costiero, promuove attività scientifiche avanzate e specialistiche a supporto di quelle universitaria e post-universitaria nel settore ambientale. Con quest’ulteriore evento – conclude Bonciani – confermiamo la volontà di avvicinare ulteriormente i cittadini al nostro ambiente marino che per il territorio ha un rilevante valore storico, archeologico-ambientale e culturale”.

Gli istituti superiori (docenti-studenti) che volessero partecipare gratuitamente in modalità webinar ad uno o più appuntamenti de “I racconti del mare” dovranno anticipatamente inoltrare la richiesta via email all’indirizzo progetto-circle@comune.livorno.it indicando il numero dei docenti/allievi interessati con i rispettivi nomi/cognomi ed indirizzo di posta elettronica per l’accesso alla piattaforma telematica dedicata.

Il programma de “I racconti del mare”:

Giovedì 6 maggio 2021, ore 15.00-17.00 (modalità: webinar)

“La meiofauna marina”, prof. Antonio Todaro (Università di Modena-Reggio Emilia)

“I funghi marini”, prof.ssa Cristina Varese (Università di Torino)

“Il mare fonte di sostanze per la salute dell’uomo”, prof.ssa Donatella Degli’Innocenti (Università di Firenze)

Giovedì 20 maggio 2021, ore 15.00-17.00 (modalità: webinar e in aula presso “Scoglio della Regina” con accessi contingentati)

“Bio-economia e priorità per il mar Mediterraneo”, prof. Fabio Fava (Università di Bologna)

“Marine litter e pericoli per gli organismi marini”, prof.ssa Maria Cristina Fossi (Universià di Siena)

“Nanomateriali, minaccia o risorsa per il mare”, prof.ssa Giada Frenzelli (Università di Pisa)

Giovedì 25 maggio 2021, ore 15.00-17.00 (modalità: webinar e in aula presso “Scoglio della Regina” con accessi contingentati)

“Il mare sostenibile”, prof. Lisandro benedetti Cecchi (Università di Pisa)

“Le foreste marine del Mar mediterraneo, prof. Fabio Bulleri (Università di Pisa)

“Antropizzazione degli ambienti costieri”, dott. Jonathan Tempesti (Università di Pisa)

Giovedì 3 giugno 2021, ore 15.00-17.00 (modalità: webinar e in aula presso “Scoglio della Regina” con accessi contingentati)

“I microbiomi dei sedimenti dell’area portuale”, prof. Alessio Mengoni (Università di Firenze)

“Il microbioma marino”, prof. Duccio Cavalieri (Università di Firenze)

“La pulce della sabbia e il monitoraggio dei litorali sabbiosi”, prof. Alberto Ugolini (Università di Firenze)

AVR stabilizza 12 lavoratori (2 full-time e 10 part-time):incontro tra l’assessore Simoncini e i sindacati

Questa mattina l’assessore comunale alle Aziende Gianfranco Simoncini ha avuto un incontro con le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto decentrato, insieme all’amministratore unico di Aamps Raphael Rossi e al dottor Generoso Perna responsabile delle risorse umane di AVR.

L’incontro è nato dal fatto che AVR ha manifestato l’intenzione di stabilizzare una parte dei lavoratori che hanno da tempo contratti stagionali e a tempo determinato.

La volontà del gruppo AVR è quella di stabilizzare a tempo indeterminato 2 persone full-time, e altre 10 persone a part-time ciclico ripetitivo nella stagione estiva: queste ultime potranno inoltre essere chiamate ad effettuare sostituzioni durante il corso dell’anno. Questo costituirà una base per eventuali successive stabilizzazioni a tempo pieno.

Il piano di stabilizzazioni sarà realizzato all’interno dei costi dell’appalto e del personale previsto (non vi daranno quindi variazioni per i costi Aamps).

Durante la riunione l’assessore Simoncini ha espresso il proprio apprezzamento per questa notizia che garantisce indubbiamente maggiori sicurezze per i lavoratori “tanto più significativa in un momento di grandi difficoltà del mondo del lavoro e con decine di posti di lavoro a rischio.”

Soddisfazione anche da parte delle Organizzazioni Sindacali con le quali è in programma un nuovo incontro nei prossimi giorni in sede sindacale per stabilire nel dettaglio modalità e tempi delle stabilizzazioni.

L’assessore Simoncini ha colto l’occasione per illustrare il piano di chiusura anticipata del concordato Aamps e del conferimento dell’azienda in RetiAmbiente, ribadendo la volontà di reinternalizzare in Aamps I servizi attualmente gestiti da AVR.

Al termine dell’appalto infatti il servizio sarà gestito da Aamps che sta predisponendo il nuovo piano industriale per dotarsi di strumenti e macchinari ad hoc.

“È un impegno che avevamo preso con questi lavoratori e col Consiglio Comunale – ribadisce Simoncini- che intendiamo portare a compimento, garantendo la sostanziale copertura pubblica di tutto il servizio conferito ad Aamps.”

Questo tema, che è già stato discusso e concordato in un recente appuntamento che l’Assessore insieme al sindaco Luca Salvetti, hanno avuto col presidente di RetiAmbiente, il direttore dell’Ato e l’amministratore unico di Aamps sarà oggetto nelle prossime settimane di un incontro specifico con i sindacati.

Nei prossimi giorni infine l’assessore insieme ad Avr e Aamps incontrerà anche USB.


L’India tra le demagogia induista e il Covid-19

L’India, come ci viene detto ogni giorno, sta viaggiando al ritmo di oltre 400.000 casi quotidianamente accertati, ritenuti universalmente e ampiamente sottostimati rispetto ad una realtà ancora più drammatica. Nella prima ondata, che per l’India si era collocata nel luglio 2020, non si erano mai superati i 100.000 giornalieri. I decessi giornalieri, che nella prima ondata si erano attestati attorno ai 1.000, oggi stanno poco sotto i 4.000 (anche qui molto sotto la tragica realtà).
Ma soprattutto è evidente come gran parte di questi morti si sarebbero potuti salvare. Si muore fuori dagli ospedali per mancanza di letti disponibili. Sono stati denunciati numerosi casi di letti messi all’asta da operatori sanitari senza scrupoli.
Per tentare di ovviare si mettono a volte fino a tre pazienti nello stesso letto. Ad alcuni viene somministrato l’ossigeno mentre restano sdraiati sul pavimento o addirittura nel piazzale fuori dell’ospedale.
Ma tanti muoiono senza arrivare in ospedale.
Il tutto, naturalmente, in una situazione sociale già drammaticamente nefasta, di fronte alla stragrande maggioranza della popolazione (secondo le statistiche 744 milioni di cittadini indiani su 1 miliardo e 380 milioni) che hanno un redditi pro capite di 44 rupie (0,49 euro) al giorno.
1,8 milioni di indiani non hanno una casa, neanche una baracca. E senza una residenza stabile non sono censiti dal servizio sanitario.
Il tutto in un contesto politico dominato dal partito di Narendra Damodardas Modi, il leader del Bharatiya Janata Party (Partito popolare), vincitore delle ultime due tornate elettorali (2014 e 2019). Sulla pandemia l’approccio di Modi e del suo governo è stato demagogico e irresponsabile. L’India, nonostante sia la sede scelta da tante multinazionali del farmaco per produrvi i propri vaccini, grazie ai costi bassissimi e all’assenza di ogni controllo sulle modalità di produzione, è stata obbligata ad importare d’urgenza il siero russo Sputnik per poter realizzare tra l’11 e il 14 aprile il tika utsav, il festival del vaccino. Con i tragici risultati di cui sopra.
Numerosi ministri hanno periodicamente diffuso fantasiose affermazioni negazioniste (“il virus non è una minaccia”, “il coronavirus è arrivato a causa delle persone che uccidono e mangiano gli animali. Quando si uccide un animale, si crea una sorta di energia che causa distruzione in quel luogo”, “il coronavirus viene dai pipistrelli che possono vedere solo di notte. Pertanto, il virus esce solo di notte”…).
Lo stesso Modi alla vigilia delle recenti elezioni nello stato del Bengala occidentale ha convocato comizi elettorali trasformatisi in colossali assembramenti che hanno coinvolto ciascuno decine e a volte centinaia di migliaia di persone.
La tracotanza di Modi, che ricorda molto quella del suo omologo Bolsonaro e, per certi versi anche quella dei “nostri” Salvini e Meloni, si basa in un’overdose di fiducia in se stessi e nella propria politica che produce una totale arroganza nei modi e nei contenuti. Ma non dimentichiamo che il gigante indiano è stato accarezzato in maniera bipartisan negli ultimi anni come valida alternativa al dinamismo cinese. Basti ricordare il viaggio dell’allora premier Conte (capo del governo M5S-Lega) al Summit tecnologico India- Italia organizzato nel 2018 dai due governi, dalla Confindustria e dalla sua omologa di Nuova Delhi.
In India, la politica (non solo quella di destra di Modi e dei suoi) si basa sull’assecondare i sentimenti religiosi enormemente diffusi nella popolazione. Il 12 aprile, si è svolto il Kumbh Mela, un festival che si tiene una volta ogni 12 anni: oltre 3 milioni di devoti si sono immersi nel sacro fiume Gange per purificarsi dai peccati e per “portare la salvezza”. Non solo le celebrazioni non sono state rinviate, ma anzi, sono state anticipate di un anno (si sarebbero dovute tenere nel 2022) per una non meglio precisata congiunzione delle stelle della galassia, per cogliere l’ “evento cosmico, che permetterà al bagno nel Gange di liberare gli esseri umani dal ciclo di nascita e morte”.
Nonostante lo schieramento di 20.000 poliziotti e paramilitari per sorvegliare i 600 ettari in cui si è svolto l’evento, a causa dell’immane assembramento il virus si è straordinariamente propagato. Modi, naturalmente presente alla cerimonia, ha chiesto la benedizione degli officianti, assicurando i devoti che le “inutili” restrizioni sarebbero state rimosse e che “la fede supererà la paura dei Covid-19”.

Il governo ha appoggiato per un certo periodo le dichiarazioni e le iniziative di Baba Ramdev, un ciarlatano sedicente ayurveda, che, con il suo impero parafarmaceutico ha lanciato un preparato (il Coronil) come cura antivirale, arrivando a commercializzarne un milione di kit al giorno, basandosi sulla fede cieca in lui, ritenuto da tanti (e dal governo) un uomo “santo”.
La tragica situazione del subcontinente indiano, fino a ieri indicato in funzione anticinese come “la più grande democrazia del mondo”, nonostante il suo sfrontato autoritarismo e la barbara istituzionalizzazione delle caste, porta con sé anche una conseguenza nostrana, qui in Italia.
Se all’inizio della pandemia i media indicavano gli “untori” nei cinesi (e nei cinesi presenti in Italia, soprattutto, di quelli in Cina chi se ne frega…), oggi i “superdiffusori” sono diventati gli indiani, i numerosi (ampiamente oltre i 100.000) presenti nel nostro paese, soprattutto impiegati al nero, schiavizzati a pochi euro l’ora nelle piantagioni di parecchie regioni.
Dunque, la superficiale compassione che suscitano le immagini dei morti per strada nelle vie delle megalopoli indiane fa presto a trasformarsi in un sottile razzismo contro i nuovi “untori”, portatori della nuova “micidiale” variante indiana. Esistono e circolano tra noi. Fino a ieri, salvo poche e inascoltate denunce, nessuno parlava delle condizioni infami in cui vivevano e lavoravano, della loro esclusione dal servizio sanitario a opera delle leggi sull’immigrazione.

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