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COLLETTIVO E FP CGIL

UN DIBATTIO SU FB CON TEMA RIFORMA E GIUSTIZIA FISCALE CON VINCENZO VISCO


Fedex: prove di fascismo! Il comunicato di Riconquistiamotutto!-CGIL. Video

Questa notte c’è stata una vergognosa aggressione armata alla FedEX di Zampieri di Tavazzano (Lodi) contro lavoratori del Sicobas lì in presidio.
I lavoratori sono stati aggrediti da presunti vigilantes armati di mazze e pezzi di bancali. Otto lavoratori sono stati feriti, uno è molto grave.
Le immagini dell’aggressione sono inquietanti. Si sente con chiarezza la sirena delle forze dell’ordine ma non si vede nessuno intervenire. Il governo e il Ministero del Lavoro chiariscano subito quanto è avvenuto. Perché gli eventi di stanotte sono espressione di un paese apertamente fascista e non può essere tollerato.

Tutto il sindacato e il movimento dei lavoratori e delle lavoratrici faccia sentire la propria rabbia per quanto è accaduto. Lo chiediamo esplicitamente alla Cgil. Aldilà delle sigle, in gioco c’è la libertà sindacale oltre quella di manifestazione.

Diamo subito un segnale forte, anche di sciopero dove è possibile. Non deve accadere MAI PIÙ.

Solidarietà intanto ai lavoratori aggrediti e a tutto il Sicobas.

#RiconquistiamoTutto! 

qui il video: https://fb.watch/62U9UNpMZg/

Solidarietà ai lavoratori Fedex vittime della violenza fascista e padronale

Quanto è accaduto questa notte alla FedEX di Zampieri di Tavazzano in provincia di Lodi, una azienda della logistica, dove i lavoratori licenziati di Piacenza della stessa azienda avevano dato vita a un presidio, indica una inaccettabile e pericolosissima escalation delle politiche repressive e violente che il governo e i padroni stanno mettendo in atto contro le lotte dei lavoratori e più in generale contro le lotte sociali. I lavoratori hanno infatti subito una violentissima aggressione fisica da parte di una squadraccia di presunti vigilantes al servizio dell’azienda che con bastoni, mazze e guanti di ferro hanno ferito una decina di lavoratori, tra cui uno in modo particolarmente grave, ora ricoverato in ospedale in condizioni critiche.

A tutti i lavoratori aggrediti e feriti, al sindacato Sicobas che organizza la loro lotta va la piena solidarietà e il sostegno della nostra organizzazione.

Denunciamo con forza l’operato repressivo del governo e la violenza padronale sempre più aperta. Le forze di polizia sono intervenute solo post factum, a completamento di quanto aveva fatto la squadraccia fascista cioè solo per identificare i lavoratori che avevano dato vita al presidio e lottavano per la loro reintegrazione davanti un licenziamento ingiusto e al tentativo dei padroni, che va avanti da mesi, di impedire l’organizzazione sindacale dei lavoratori. E’ da mesi infatti che episodi analoghi si producono al cancelli della Fedex con l’aperta connivenza tra le forze della polizia e le squadre prezzolate dal padrone. Inoltre siamo alla vigilia di uno sciopero nazionale della logistica previsto per il 18 giugno a cui seguirà una manifestazione nazionale a Roma il giorno dopo.

Bisogna chiamare le cose col loro nome: siamo di fronte a un evento che ricorda in modo inquietante quanto avvenne nei peggiori momenti della storia del nostro paese ed in particolare i primi passi con cui si è mosso il fascismo.

In gioco sono i diritti fondamenti del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori, il diritto a organizzarsi e a poter lottare e scioperare. In gioco è una possibile deriva democratica e sociale che deve esser fermata sul nascere. Se il Governi e padroni di fronte alle contraddizioni e alle miserie prodotte dal loro sistema capitalista, hanno deciso di usare tutti i mezzi a loro disposizione, compresi i peggiori, per bloccare le mobilitazioni sociali e la solidarietà, occorre reagire con la mobilitazione più ampia ed unitaria.

Tutte le forze sindacali grandi e piccole devono sentirsi coinvolti in questa vicenda drammatica e sono chiamati a costruire una mobilitazione di solidarietà e a mandare un messaggio inequivocabile al governo Draghi e alle associazioni padronali, cioè un segnale di lotta e di sciopero.

A tutte le organizzazioni politiche della sinistra la responsabilità, a loro volta, di costruire l’informazione, la denuncia, la costruzione della solidarietà e della mobilitazione.

Questo è l’impegno di Sinistra Anticapitalista

18 giugno: sciopero nazionale della logistica – SI Cobas

IL 18 GIUGNO E’ SCIOPERO NAZIONALE NEL SETTORE TRASPORTO-MERCI E LOGISTICA!

Lo sblocco formale dei licenziamenti è oramai alle porte.

Per volontà del governo Draghi, tra l’estate e l’autunno centinaia di migliaia di proletari verranno buttati per strada, andandosi ad aggiungere ai quasi 950 mila precari e intermittenti che hanno già perso il lavoro durante quest’anno e mezzo di pandemia perchè non coperti dalla moratoria varata da Conte.

A questo massacro sociale già annunciato si aggiunge la totale liberalizzazione dei subappalti contenuta nel DL Semplificazioni.

I lavoratori della logistica in questi anni hanno sperimentato sulla propria pelle che i subappalti servono unicamente ad abbassare al minimo i livelli salariali e le tutele sui luoghi di lavoro, a creare una fitta barriera di intermediari tra i lavoratori e le aziende committenti per aggirare i contratti collettivi nazionali e alimentare i volumi d’affari dei caporali e della criminalità organizzata.

Le dimensioni dell’attacco frontale sferrato alla classe lavoratrice sono ben sintetizzate da ciò che sta avvenendo negli ultimi mesi all’interno della filiera Fedex-TNT, laddove i padroni hanno dapprima chiuso l’hub di Piacenza dalla sera alla mattina buttando per strada 272 famiglie, poi con la complicità di Cgil-Cisl-Uil hanno avviato un processo di internalizzazione che cancella tutte le conquiste ottenute dai lavoratori negli ultimi 10 anni, esclude i lavoratori affetti da patologie fisiche, introduce nei magazzini un clima di terrore ed estromette il sindacalismo di base (in primis il SI Cobas) dai tavoli di trattativa, sebbene questi ultimi rappresentino la maggioranza dei lavoratori.

In questa vertenza è apparsa in maniera chiara la completa subalternità del governo ai diktat padronali: alle innumerevoli richieste del SI Cobas di aprire un tavolo istituzionale col ministro Giorgetti, l’unica risposta è stata quella della repressione, come dimostrano le cariche effettuate all’esterno di Palazzo Chigi lo scorso 21 maggio e la sequela infinita di denunce, multe e fogli di via contro i lavoratori di Piacenza in presidio fuori ai magazzini milanesi.

Nelle scorse settimane è stato sottoscritto tra padroni e confederali il rinnovo del CCNL Trasporto merci e Logistica, con aumenti di poche decine di euro che non serviranno neanche a compensare la probabile ripresa dell’inflazione e l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità: uno schiaffo in pieno volto per quelle centinaia di migliaia di lavoratori del settore che solo un anno fa era stato celebrato dal governo e dai padroni come strategico per far fronte al dilagare della pandemia!!!

PER QUESTI MOTIVI IL PROSSIMO 18 GIUGNO IL SI COBAS HA INDETTO UNO SCIOPERO NAZIONALE IN TUTTO IL COMPARTO DEL TRASPORTO MERCI E LOGISTICA.

Chiamiamo alla mobilitazione tutti i lavoratori del settore, ovunque collocati sindacalmente, per dar vita a una giornata di lotta che possa rappresentare la base di partenza per costruire una grande mobilitazione dal basso e uno sciopero davvero generale e di massa contro lo sblocco dei licenziamenti.

PER GLI STESSI MOTIVI, SABATO 19 GIUGNO SAREMO IN PIAZZA A ROMA A MANIFESTARE ASSIEME ALL’ASSEMBLEA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI COMBATTIVI E ALLE REALTA’ DEL PATTO D’AZIONE ANTICAPITALISTA – PER UN FRONTE UNICO DI CLASSE.

Stalking. La vittima è giovane, donna e straniera. Più dell’80% non denuncia

Tale reato, entrato a far parte del nostro ordinamento giuridico nel 2009, come è noto riguarda atti persecutori ai danni di una vittima prescelta. Quest’anno il Rapporto Italia ha come focus non solo le evoluzioni nel tempo del fenomeno in sé, ma vuole approfondire la questione giuridica sugli esiti dello stalking, ovvero quanti di questi reati vengano effettivamente denunciati alle autorità e quanti invece restino nell’ombra.

I risultati dell’indagine Eurispes. È stato chiesto agli intervistati se fosse loro mai capitato di essere vittime di stalking, ovvero di essere stati perseguitati da una persona. Il 9,3% del campione ha risposto affermativamente, ovvero quasi 1 rispondente su 10 ha subìto tale reato. L’86,6% risponde negativamente, e una esigua percentuale del 4,1% non risponde affatto. Nel 2021 il fenomeno dello stalking è cresciuto dell’1,4% rispetto al 2020. La crescita è in controtendenza rispetto allo scorso anno, quando si evinceva una significativa diminuzione rispetto al 2019, anno che ha registrato il valore massimo fin qui osservato, del 13,8%. I dati odierni sono in crescita e sono, in linea di massima, allineati con le rilevazioni del 2014, quando si registrava una incidenza del 9,9% del reato.La percentuale più alta di vittime di stalking si concentra tra i 18 e i 24 anni (13%). La percentuale di donne vittime di stalking è 3 volte quella degli uomini. Per genere, aumenta in maniera significativa la percentuale di donne vittime di stalking: sono il 14%, un dato che fa riflettere se confrontato con l’8,9% rilevato del 2020. Se le vittime di sesso femminile aumentano, quelle di sesso maschile diminuiscono: sono il 4,5%, in diminuzione del 2,3% rispetto al 2020 (6,8%). Il 9% delle vittime è di nazionalità italiana, mentre il 15,8% è nata in un altro paese.

Chi è lo stalker? In 1 caso su 4 (25,6%) si tratta dell’ex partner della vittima. Nel 13% dei casi si tratta di un/una conoscente, nel 10,1% di un amico/a, mentre nel 7,9% dei casi le pratiche persecutorie avvengono ad opera del/la partner. Nel 6,9% dei casi a perseguitare è un/una collega, mentre il 5,1% dei reati di stalking è ad opera di un parente. Rispetto al dato rilevato nel 2020, cresce l’incidenza dei partner come persecutori (+3,6%), dei conoscenti (+3,8%), degli amici (+1,6%) ed ex partner (+1,5%).

Gli uomini subiscono stalking soprattutto da ex partner (20,3%) e colleghi/e (13,5%), con numeri in crescita rispetto al 2020 quando si registravano, rispettivamente, il 18% e il 9,8%. Per le donne, si registra una quota del 27,6% di ex partner come responsabili di stalking, in leggera e costante flessione rispetto alla serie storica, mentre la persecuzione ad opera del partner aumenta del 2,1% rispetto al 2020.

Per tipologia familiare, lo stalker è il partner soprattutto per chi è in coppia e con figli (10,5%), ed è dunque all’interno del nucleo familiare che questa forma di persecuzione prende maggiormente corpo. L’ex partner colpisce soprattutto monogenitori con figli (41,2%) e chi vive da solo (37,7%), ovvero chi è più “solo” e non può contare sull’appoggio del/la partner/convivente.
Solo il 13,7% delle vittime denuncia. Nell’86,3% dei casi ai reati non segue una denuncia formale alle autorità: questo dato, da solo, racconta che per ogni caso registrato esiste un sommerso enorme, che sfugge alle rilevazioni ufficiali.

Come reagisce la vittima? Il 50% delle vittime ha dichiarato essersi difeso/a da solo/a o aver aspettato che lo stalker smettesse senza far nulla. Il 17,4% ha chiesto ad amici e parenti di intervenire e diffidare lo stalker dal continuare, mentre quasi 2 vittime su 10 (18,9%) scelgono di evitare di uscire da sole o del tutto, il più possibile, aumentando l’isolamento che il reato, di per sé, vuole generare. Denunciano più spesso le donne (15%) rispetto agli uomini (9,9%). Sono invece gli uomini (33,3%) ad aspettare che la persecuzione finisca senza far nulla, più che le donne (21,1%).

La cultura del denunciare è più scarsa nella fascia d’età più colpita da tale: quella tra i 18 e i 24 anni, che denunciano nel 9,8% dei casi. I 18-24enni sono anche quelli che con maggiore frequenza decidono di difendersi da soli nel 41,5% dei casi: una percentuale piuttosto alta rispetto a quella espressa dalle altre categorie.

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