TERZA PAGINA

SALERNO

Palco d’Autore 2021, i 20 artisti per la finale nazionale a Salerno

È tutto pronto per la seconda edizione di “Palco d’Autore” che vedrà protagonisti artisti da tutta Italia, dopo il boom di iscrizioni con 412 iscritti che hanno presentato un loro brano e videoclip per partecipare al contest nazionale dedicato agli autori, cantautori ed interpreti, ideato da Tino Coppola ed organizzato dalla Bit & Sound Music.
La prima fortunata edizione si è svolta all’Arena del Mare di Salerno lo scorso anno, è stato tra l’altro il primo concorso live nazionale dopo il lockdown, riscuotendo un grande interesse sia del pubblico che degli stessi artisti, spingendo così l’organizzazione a proseguire anche quest’anno con determinazione ed entusiasmo malgrado ancora le tante difficoltà del periodo, a causa dell’emergenza sanitaria “Coronavirus”.

La selezione è stata molto difficile e sofferta per il record di iscrizioni e la loro qualità artistica, dopo aver ascoltato circa 500 brani il direttore artistico Tino Coppola ha ufficializzato i venti artisti che si esibiranno il 19 settembre nella finale nazionale di “Palco d’Autore” nell’area concerti della “Tana del Blasco” a Salerno, che saranno in ordine alfabetico: Gaia Bianco, Cabrio, Pietro Daniele, Dual J, Asya Fierro, Rebecca Fornelli, Milena Gaudioso, Miriam James, Alessandro Lucca, Ramen, Monica Rispoli, Ivan Romano, Silvano Santacroce, Saporito 361, SaVma, Selekim, Sandro Sottile, Taverna Umberto I, Benedetta Tirri, Yami.

La serata sarà condotta anche quest’anno da Claudio Gambaro (Radio Sanremo) speaker radiofonico e televisivo nazionale, esperto della scena cantautorale italiana e vedrà anche ospiti a sorpresa sul palco, oltre ad una giuria selezionata che decreterà i vincitori del “Premio Musica e Parole”. Nel villaggio musicale che si realizzerà per l’occasione ci saranno le telecamere di ARTECULTURA TV, con interviste, backstage e riprese dell’intero evento che sarà trasmesso in differita.
L’inizio della serata è alle ore 21:00 con ingresso libero, posti a sedere assegnati e accesso alla ristorazione interna della struttura (è consigliata la prenotazione).

MILANO

E’ stata presentata la prima parte della stagione 2021/2022 del Piccolo Teatro di Milano

E’ stata presentata la prima parte della stagione 2021/2022 del Piccolo Teatro di Milano che presenta un cartellone vario e interessante.

“Dopo i lunghi mesi di confinamento della scorsa stagione e dopo le “escursioni” all’aperto dell’estate, oggi, complici gli ausili messi a punto dalla scienza, possiamo finalmente ripartire con la speranza e la volontà di lasciarci alle spalle la fase più critica dell’emergenza e di ricominciare a costruire il futuro. Tra i tanti verbi cui si potrebbe fare ricorso per nominare questo nuovo inizio, ripartire – appunto – è quello che più ci piace. Ripartire: perché nella sua ambiguità ha in sé l’idea di rimettersi in marcia, ma al tempo stesso ci parla della necessità di “con-dividere”, di “distribuire tra…”. È un verbo, insomma, che evoca il dinamismo di un presente che torna ad aprirsi al domani, ma che ci parla anche della comunità: vero cuore pulsante di ogni pratica teatrale realmente degna di questo nome. E se la comunità – con le sue aspirazioni, le sue debolezze, le sue paure, i suoi desideri e i suoi conflitti – è sempre al centro del gran gioco del teatro, tanto più lo è per noi in questa stagione – la stagione dedicata al ricordo di Giorgio Strehler, nella ricorrenza del centenario della sua nascita, ma anche la stagione in cui il Piccolo Teatro di Milano festeggerà i suoi settantacinque anni. 100 anni dalla nascita di Strehler, 75 anni dalla fondazione del Piccolo Teatro di Milano…
Nel tentativo di riscoprire tra le pieghe della nostra storia le mappe per navigare il futuro, è proprio dal giovanile e in certa misura rivoluzionario monito di Strehler e Grassi ad essere comunità che abbiamo scelto di ripartire, perché a distanza di decenni da quel 14 maggio 1947, con la sua folgorante prima rappresentazione dell’Albergo dei poveri, il Piccolo Teatro di Milano potesse ancora oggi essere «un teatro d’arte per tutti» – un luogo, cioè, che, sempre pronto a registrare le trasformazioni dei tempi, sempre attento a prendere posizione a petto della mutevole complessità del reale (fedele alla sua intima essenza “politica”), non rinunciasse, paradossalmente, né all’altezza selettiva dell’arte, né al desiderio di accogliere in sé tutti – anzi tutte e tutti, in ogni forma, natura, declinazione, colore e credo ciascuna esistenza possa manifestarsi, giorno dopo giorno. È tenendoci saldi a questa nostra tradizione inclusiva ed esigente insieme, senza rinunciare alla giovinezza del suo sguardo, che potremo liberamente e senza timori incontrare, scoprire e capire il “nuovo” che ci aspetta. Non si può dare, infatti, cambiamento o rivoluzione senza storia.
Desiderosi come sempre di esserci – e di esserci in sicurezza e al passo con i tempi –, quello che presentiamo ora è il primo tratto della stagione ’21-’22 – quello che va da ottobre a dicembre. Nel prossimo mese di novembre, presenteremo invece la seconda parte del programma, alla cui orchestrazione stiamo già attendendo, compresa tra gennaio e giugno. Ci è sembrato questo il modo più appropriato per aderire, con una certa tempestività, nella calendarizzazione degli appuntamenti, ai mutamenti che potrebbero darsi nelle prossime settimane circa le strategie di contenimento della pandemia, con la speranza che presto si possa ritornare ad un regime ordinario di fruizione degli spettacoli, libero da costrizioni. La vostra sicurezza è la prima nostra preoccupazione.
Nel definire la programmazione di questi primi mesi della nuova stagione siamo naturalmente partiti dalla richiesta di tenere fede agli impegni già assunti – richiesta che corrisponde in pieno, per altro, alla serietà della nostra Istituzione – cercando, al possibile, di proporre tutti quegli spettacoli, già previsti per i mesi scorsi, che l’epidemia da Sars-Cov-2 ci ha impedito di presentare. Un’occasione preziosa, e ci auguriamo appassionante, per fare il punto su dove eravamo e dove siamo, preparandoci ad un tempo a nuove avventure intorno a precisi fronti di lavoro. E quali siano i cantieri più attivi dei mesi a venire abbiamo voluto chiarirlo fin dagli esordi del programma che va a cominciare”, ha dichiarato il direttore Claudio Longhi.

Venerdì primo ottobre, con Il mio mestiere è raccontare storie, la stagione ’21-’22 è introdotta, né poteva essere altrimenti, con una serata di omaggio a Strehler: un caleidoscopico mosaico di letture, musiche e testimonianze, per tentare di fissare, sotto diverse angolature, il profilo inimitabile di uno dei più significativi Maestri della scena del secolo scorso, ed insieme il “prologo” (in teatro) del “Progetto Strehler100”, il composito montaggio di iniziative volte ad interrogare l’eredità del grande regista che ci accompagnerà fino al 14 agosto 2022.

A riprova dell’interesse che il Piccolo Teatro di Milano nutre e coltiva per la nuova drammaturgia, la stagione vera e propria comincerà poi la sera successiva al Teatro Studio Melato con la prima di Edificio 3, la creazione di Claudio Tolcachir – una delle figure di punta del teatro argentino, ma non solo – provata lo scorso novembre alle soglie del secondo lockdown e finalmente consegnata all’abbraccio del pubblico. Un’impalpabile trama, poetica, misteriosa e divertente, di desideri, ferite e sogni per raccontare in sguincio la complessa geografia interiore dei rapporti umani, così come un esempio efficace, nella sua vertiginosa condensazione di spazi e tempi, delle nuove possibilità della scrittura per la scena contemporanea, al centro anche dei successivi sviluppi della stagione. In assoluta continuità con il “Progetto Strehler 100”, il 12 ottobre riapre quindi le porte il Teatro Grassi con l’intramontabile Servitore di due padroni: il più longevo spettacolo del teatro italiano, così come la mirabile sintesi del divenire della poetica strehleriana e del rapporto del regista con il gioco inesauribile e prodigioso dell’attore; una straripante festa di teatro, sulle fragilità e le miserie della vita, a ricordarci che sulle nostre scene la vigile attenzione per il nuovo non recide mai i legami vitali e vivificanti con il repertorio. In ultimo, il 14 ottobre, il sipario del Teatro Strehler si alza su Everywoman, l’ultima creazione firmata dal regista Milo Rau per la Schaubühne di Berlino. Sulle tracce dell’Ognuno di Hofmannsthal, uno degli artisti più interessanti della scena internazionale interroga al femminile il mistero della vita e della morte, mai come oggi al centro delle nostre esistenze. Dopo il successo de La Reprise – Histoire(s) du thèâtre (1), il ritorno di Milo Rau sulle scene del Piccolo in apertura di stagione, in coppia con una straordinaria interprete come Ursina Lardi.
Il magistero di Strehler, la nuova drammaturgia, il repertorio, il grande teatro internazionale: ecco gli scintillanti fili rossi della stagione che verrà, nel suo primo tempo, non diversamente da quanto accadrà anche nella seconda parte del suo corso, in un fantasmagorico e minuzioso montaggio di situazioni, figure, temi per osservare e tentare di capire il mondo che ci circonda nelle sue infinite sfaccettature. Oggi lo scavo del quotidiano o la riflessione sulle implicazioni etiche degli sviluppi della scienza e della tecnica, domani l’esame di coscienza collettivo intorno alle luci e alle ombre della storia più o meno recente del nostro Paese o l’inquieto e militante interrogarsi sul futuro del pianeta.

“Anche per il cartellone ’21-’22, infatti, come in passato del resto, il disegno del nuovo programma è partito da voi, dal confronto incessante con quello che crediamo, speriamo, vorremmo fosse la vostra risposta alle nostre proposte, in uno strano dialogo asimmetrico che strutturalmente, per mesi, si consuma in vostra assenza, riflesso nel nostro tentativo di decifrare, con la maggiore onestà possibile, i vostri pensieri e le vostre emozioni. Ed ora, dopo settimane e settimane di lavoro intenso, arriva il momento più emozionante, quello dell’irripetibile e irrinunciabile incontro in presenza: la trama è pronta e viene consegnata nelle vostre mani… Ci auguriamo, ancora una volta, di aver colto nel segno.
Il teatro, si diceva, si fa insieme. Vi aspettiamo, allora, in sala, pronti a “ripartire” con voi e tra di voi, convinti che oggi il nostro presente, per affrontare consapevolmente le sfide che lo aspettano, abbia un disperato bisogno di comunità, ossia uno struggente e lancinante bisogno di teatro”, ha chiosato Longhi.

Spotify – oltre 400 band metal presenti nella classifica mondiale

LE PRIME DIECI

  1. Queen | 37,134,079 | -769,594 | -2.03%
  2. AC/DC | 22,800,558 | +33,384 | +0.15%
  3. Linkin Park | 22,020,996 | +385,746 | +1.78%
  4. Guns N’ Roses | 21,158,389 | +597,821 | +2.91%
  5. Nirvana | 20,024,396 | +674,236 | +3.48%
  6. Bon Jovi | 19,187,873 | -151,676 | -0.78%
  7. Metallica | 18,637,712 | +162,036 | +0.88%
  8. Aerosmith | 16,438,051 | -34,588 | -0.21%
  9. Led Zeppelin | 15,712,761 | -223,710 | -1.40%
  10. Pink Floyd | 14,584,189 | +327,770 | +2.30%

LIVORNO

26/9 – a Livorno, pulizia di costa e strada del Romito

Domenica 26 settembre si terrà un’iniziativa a livello nazionale tesa a ripulire l’ambiente dalle plastiche, organizzata da Plastic Free Odv Onlus che è un’associazione di volontariato nata il 29 Luglio 2019 con l’obiettivo di informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità della plastica, in particolare quella monouso, che non solo inquina bensì uccide. Nata come realtà digitale, nei primi 12 mesi ha raggiunto oltre 150 milioni di utenti e oggi, con oltre 900 referenti in tutt’Italia, si posiziona come la più importante e concreta associazione in questa tematica.
Plastic Free, infatti, è impegnata su più progetti, dalla raccolta nelle spiagge e città al salvataggio delle tartarughe, dalla sensibilizzazione nelle scuole al progetto con i Comuni, dal Plastic Free Walk al Plastic Free Diving.
Il rapporto tra la plastica e l’uomo è un problema serio. Questo è il motivo per il quale la plastica, in particolare quella monouso, dovrebbe essere tolta dalle mani della massa. Fino a quando non sarà trovata un’alternativa valida, è ancora giustificato il suo utilizzo dove può fare davvero la differenza, ad esempio nella medicina o dove non è utilizzata per 5 minuti e poi buttata via, spesso nell’ambiente.
Tutta la plastica creata fino ad oggi esiste ancora e i numeri diventano giorno dopo giorno sempre più preoccupanti.
Impatta sull’ambiente, oltre 12 milioni di tonnellate di plastica ogni anno finiscono in natura. Impatta sugli animali, oltre 100.000 mammiferi muoiono ogni anno dopo aver ingerito plastica. Impatta sull’uomo, ogni settimana mangiamo circa 5 grammi di plastica, l’equivalente del peso di una carta di credito. Riciclare non basta, non tutta la plastica è riciclata e riciclabile. È necessario invertire rotta il prima possibile.
CTT Nord da sempre attenta ai problemi dei territori in cui opera, ha deciso di dare il proprio appoggio all’iniziativa promossa a Livorno dai sostenitori locali di Plastic Free che danno appuntamento alla cittadinanza livornese domenica 26 settembre alle ore 9.15 con ritrovo a Calignaia (referenti: Nicola 3489164464 e Filippo 3936988724per ripulire la costa e la strada del Romito.
Le locandine dell’iniziativa, patrocinata dal Comune di Livorno, i cui partners oltre a CTT Nord sono GLS, Ottica ODELLO, DECATHLON e RINASC, saranno affisse in questi giorni in tutte le pensiline di attesa dei bus di Livorno.

Per chi volesse aderire può iscriversi  sul sito: https://www.plasticfreeonlus.it/eventi/26-sett-livorno/

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