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SPORT

CALCIO

CHAMPIONS SEMIFINALI

CHELSEA – REAL MADRID 2-0

QUINDI FINALE A ISTANBUL SARA’ UN DERBY INGLESE

SERIE A NUOVO CAMPIONATO INIZIERA’ IL 22 AGOSTO

COPPA ITALIA NUOVO FORMAT SOLO SERIE A E B

SERIE D RECUPERI

CASALE – CARONNESE 1-0

CASTELLANZESE – BORGOSESIA 3-7

FOSSANO – FOLGORE 1-0

VADO – IMPERIA 1-1

SASSO MARCONI – BAGNOLESE 2-2

ECCELLENZA ABRUZZO

AVEZZANO – CHIETI 0-4

CAPISTRELLO – L’AQUILA 1-1

ECCELLENZA TOSCANA

PONSACCO

VIA L’ALLENATORE DERI E IL DIRETTORE CASATI

ESTERO

COPPA R.CECA SEMIFINALI

SP.PRAGA – SL.PRAGA 0-3

HAJDUK S – D.ZAGABRIA 1-1

CALCIO SAMMARINESE P.OFF

PENNAROSSA – TRE PENNE 1-2

BASKET

LEGA A RECUPERO

BRINDISI – SASSARI 90-97

SERIE C

PL – AGLIANA 88-75

SERIE A1/F PLAYOUT GARA 2

BRONI – BATTIPAGLIA 69-41

BRONI E’ SALVO

BATTIPAGLIA DOPO 7 ANNI SALUTA LA SERIE A1

SERIE A2/F

SARCEDO – CASTELNUOVO S 44-45

SERIE C/F

GRUPPO LUPE – PALL.MIRANO 54-41

VOLLEY

SERIE A2 PLAY OFF GARA 3

BRESCIA – SIENA 3-1

FINALE: BRESCIA – TARANTO

U17M

DELFINO PESCIA – UPC BLU 1-3

COPPA DIVISIONE FEMMINILE

O.V.VIAREGGIO – LIBERTAS S 3-2

U13F

POLVICA – OSPEDALIERI 3-0

PRINCIPALI NEWS DEL 6 MAGGIO

POLITICA ECONOMICA

MILANO

MIB -0,01%

SPREAD 2,47% CON 110 PUNTI

RIALZI: UNICREDIT 4,87% BPER 1,5% BPM 1,4%

RIBASSI: TELECOM -5,52% FERRARI -2,75%

Verso le elezioni a Sansepolcro: Rivi (Lega) “nomi di candidati a Sindaco di centro destra frutto di ricostruzioni fantasiose, la coalizione lavora al programma, sul nome troveremo la sinstesi”

“Leggo nomi di presunti candidati, di forti fibrillazioni interne al centro destra, sarò chiaro e diretto, quanto scritto è solo il frutto di ricostruzioni a dir poco fantasiose. Ad oggi nessun nome è stato fatto, sul tavolo ci sono varie opzioni, ma nessun candidato è stato scelto, diro di più. Siamo fortemente concentrati sul programma, la colazione è motivata e i rapporti sono di forte collaborazione, esiste un confronto, anche serrato, ma scambiare tutto ciò, crisi è rotture è a dir poco riduttivo. Sul candidato troveremo la sintesi, ma ad oggi non è tra le priorità”


MANIFESTAZIONI « KILL THE BILL » SCUOTONO IL REGNO UNITO

Forse alcuni avranno sentito parlare delle proteste in corso nel Regno Unito sotto lo slogan di« Kill the Bill ». Tuttavia credo che pochi in Italia sappiano a cosa si riferisce.

Bill infatti non è il nome di un personaggio dei fumetti, « bill » in inglese significa « disegno di legge ». Quindi « kill the bill » significa uccidi il progetto legge. Specificamente si tratta del « Police, Crime, Sentencing and Courts Bill » presentato a marzo 2021 per aumentare i poteri della polizia, mettere limiti di tempo alle proteste e pene più severe per i manifestanti che disturbano la quiete pubblica o danneggiano proprietà privata.

Secondo la normativa vigente, la polizia britannica può imporre restrizioni a una manifestazione pacifica soltanto dopo aver stabilito che possa provocare gravi disordini pubblici, danni alla proprietà o serie interruzioni della vita della comunità. Con la Police Crime, Sentencing and Courts Bill, così com’è scritta ora, le forze dell’ordine avrebbero invece il potere di criminalizzare manifestazioni che possano rappresentare “un fastidio pubblico”, fissando limiti di tempo e di rumore per i raduni. Inoltre, i manifestanti che non seguono restrizioni di cui “dovrebbero” essere a conoscenza, pur non avendo ricevuto ordini diretti da un agente, potrebbero essere sottoposti a procedimenti giudiziari.

Le contestazioni sono nate quando le forze di polizia, il 13 marzo scorso, hanno interrotto violentemente una protesta pacifica organizzata da alcuni movimenti femministi in memoria di Sarah Everard, la ragazza violentata e uccisa da un agente di polizia. La manifestazione non autorizzata contava inizialmente qualche centinaio di partecipanti, la polizia è intervenuta a disperdere la folla che si era unita alla veglia con spintoni e intimidazioni, arrivando a buttare a terra ed ammanettare alcune attiviste.

La ministra dell’Interno Priti Patel ha definito “sconvolgenti” le immagini della repressione delle forze dell’ordine, ma la polizia metropolitana ha continuato a difendere la decisione degli agenti, giustificata secondo l’alta funzionaria Helen Ball dal fatto che ci fosse “un alto rischio di trasmissione del Covid-19” e quindi questa fosse “l’unica azione responsabile possibile”. Le attiviste di Reclaim these streets, movimento nato proprio in risposta alla morte di Everard, sostengono invece che fossero i poliziotti a mettere le manifestanti a rischio di contagio e violenza.

Da allora le proteste non si sono più placate, allargandosi a criticare un controverso e lunghissimo disegno di legge attualmente in discussione presso il Parlamento britannico: il Police Crime, Sentencing and Courts Bill, ovvero 300 pagine di riforma del sistema di giustizia penale. Al loro interno non vengono soltanto introdotte pene più severe per alcuni crimini (tra cui spicca la possibilità di condannare a 10 anni di carcere chi danneggia un monumento commemorativo, come successo l’estate scorsa con la statua del mercante di schiavi Edward Colston o con quella di Winston Churchill) ma vengono anche riscritti i rapporti di forza tra polizia e manifestanti nel caso delle manifestazioni pacifiche.

Alcuni gruppi politici di opposizione ci vedono un pericolo concreto: secondo Gracie Bradley, Direttrice del gruppo di advocacy Liberty, « Parti di questo disegno di legge faciliteranno la discriminazione e mineranno la libertà di protesta, che è la linfa vitale di una sana democrazia. Dovremmo essere tutti in grado di difendere ciò in cui crediamo, ma queste proposte darebbero alla polizia ancora più poteri per reprimere la protesta ».

Il disegno di legge, in effetti, non sembra far molto per affrontare il problema della violenza di genere nel Paese: come sottolinea il New York Times, il testo spende più parole sulla deturpazione delle statue che sui crimini motivati ​​dalla misoginia. Eppure ci si trova di fronte a un fenomeno endemico: secondo un recentissimo sondaggio di UN Women, il 97% delle donne tra i 18 e i 24 anni nel Paese afferma di aver subito molestie sessuali di diversa natura, dallo stupro alla condivisione senza consenso di foto intime. Il 96% di loro, però, dice di non aver denunciato l’abuso. Secondo il 45%, “non avrebbe fatto alcuna differenza”. 

Secondo le manifestanti femministe « La morte di Sarah Everard deve essere vista nel contesto delle strutture di violenza contro le donne in questo Paese. Queste strutture includono la polizia che sabato ha brutalmente maltrattato le donne in lutto e anche i fallimenti di routine della polizia nell’indagare sui casi di stupro o il loro record di abusi domestici contro le donne », scrivono le attiviste  « Dobbiamo protestare contro queste strutture se vogliamo un vero cambiamento. I diritti che abbiamo ora – il diritto all’aborto, il diritto all’istruzione, il diritto di voto e di amare chi vogliamo – sono stati tutti conquistati con la protesta. Dobbiamo chiederci dove saremo se la nostra capacità di protestare viene tolta. E c’è ancora molto contro cui protestare. »

Lo scorso 21 marzo ESTHER McVEY, membro del Partito Conservatore nel Parlamento britannico scriveva :

«Questa è una settimana importante per la democrazia, perché il governo chiede al Parlamento di rinnovare i suoi poteri di emergenza. Ci sarà una votazione sul mantenimento dei poteri di emergenza per il governo ai sensi della legge sul Coronavirus. Per quasi un anno questo governo ha utilizzato questi poteri per approvare la legislazione. Significa che la legislazione può essere approvata rapidamente. Significa anche che il processo legislativo è notevolmente ridotto, il che significa meno controllo in Parlamento, che porta a cattive leggi. Non prevedevo fino a che punto il governo si sarebbe aggrappato a questi poteri molto tempo dopo che erano stati necessari, e come avrebbero calpestato le nostre libertà. »

LIVORNO

Olt dona 16 tablet alle scuole comunali

La strumentazione servirà a nidi, centri infanzia e scuole elementari comunali per le attività educative e per le relazioni con le famiglie

16 tablet sono stati donati da OLT Offshore LNG Toscana alle scuole comunali.

La società proprietaria del Terminale di rigassificazione al largo delle coste di Livorno sta portando avanti dallo scorso anno un progetto articolato di responsabilità sociale d’impresa dal titolo “L’Energia del Mare – Fare con e per il Territorio”, con l’obiettivo di intercettare le esigenze della comunità locale e dare origine a progetti sociali condivisi. Questo progetto si colloca all’interno dell’area “Curiamo il futuro”, per sostenere i più piccoli e le loro famiglie nei momenti delicati delle loro giovani vite. Proprio in tale ottica, OLT ha inteso stare accanto al mondo della scuola in questo difficile momento di emergenza sanitaria. Su proposta degli uffici del Sistema integrato Infanzia 0/6 il contributo economico è stato convertito in 16 tablet con adattatori, uno per ogni nido, centro infanzia e scuola dell’infanzia comunale.

Gli utilizzi possibili del tablet nelle scuole dell’infanzia, nei nidi e nei Centri Infanzia sono molteplici.

Oltre ad un loro utile impiego nello svolgimento di varie attività educative (lettura di ebook, utilizzo di applicazioni educative di apprendimento, creative, musicali e proposte di attività nell’ambito dell’outdoor education) in questo momento di gestione della pandemia l’utilizzo di tale strumentazione appare essere un supporto significativo per sostenere la relazione con le famiglie utenti dei servizi.

“Con l’emergenza sanitaria abbiamo riprogettato e riorganizzato tempi, spazi e modalità di accoglienza nei servizi educativo/scolastici, al fine di tutelare la sicurezza di tutti e la prevenzione del contagio – afferma la vicesindaca con delega alle attività educative Libera Camici – inoltre sono state sospese tutte le attività che garantivano una continuità e uno scambio con le famiglie. Quest’anno, non potendo svolgere in presenza varie attività, i servizi 0/6 anni, al fine di rafforzare l’alleanza educativa con le famiglie e di promuovere una loro partecipazione attiva alla vita dei servizi, stanno mettendo in atto una progettazione on line (produzione di materiale documentale – video e foto – per la realizzazione di libri e diari digitali da condividere con le famiglie, gruppi di parola on line, colloqui on line, laboratori on line, ecc.) pertanto la possibilità di usare tablet da parte delle insegnanti si rivela un ulteriore supporto allo svolgimento di tali attività e rappresenta un sostegno in questo momento di emergenza sanitaria. Ringrazio OLT per il prezioso dono”.

“Questa iniziativa ci rende felici – ha dichiarato la società OLT -, non si può fare impresa sul territorio senza essere solidali con la propria comunità. La scuola è il motore della nostra società, poter fornire un contributo per aiutare gli insegnanti nello svolgimento delle attività in questo momento di particolare emergenza, è qualcosa che sentiamo come un dovere di persone ancor prima che come azienda”.

PRIMA PAGINA

Eni: come ripulirsi, fintamente, l’immagine inquinante

La multinazionale cerca di compensare le emissioni causate dalla sua attività estrattiva acquistando crediti di carbonio da programmi di conservazione delle foreste (Redd+). L’unico progetto attivo è in Zambia. Un nuovo rapporto di Greenpeace e ReCommon svela le manovre del cane a sei zampe, bravo a buttarci fumo negli occhi.

Luca Manes (ReCommon)

Gli investimenti di Eni in progetti di conservazione delle foreste? Solo un’operazione di greenwashing, in base a quanto spiegano Greenpeace e ReCommon nella loro ultima pubblicazione Cosa si nasconde dietro l’interesse di Eni per le foreste.

Il rapporto analizza come la più importante multinazionale italiana faccia uso dello strumento Redd+ (Reducing emissions from deforestation and forest degradation in developing countries) così da compensare le copiose emissioni causate dalle sue attività estrattive attraverso l’acquisto di crediti di carbonio da progetti di conservazione delle foreste. Il funzionamento dei crediti di carbonio è simile a quello dei titoli azionari, ma invece di quote societarie essi rappresentano il diritto a emettere CO2.

Presunta sostenibilità

I progetti di conservazione delle foreste sono uno dei temi su cui Eni gioca ormai da anni per rivendicare la sua presunta sostenibilità ambientale. Durante l’assemblea degli azionisti del 2019, l’ultima a porte aperte, l’amministratore delegato Claudio Descalzi rivendicò addirittura l’intenzione dell’azienda di piantare alberi su una superficie di 8,1 milioni di ettari in tutto il pianeta. Salvo poi correggere il tiro parlando di “tutela”, ovvero: niente alberi “nuovi”, ma protezione di quelli esistenti. Di fatto, smentendo il contenuto di un’intervista rilasciata al Financial Times appena due mesi prima.

Il cane a sei zampe ha annunciato di aver siglato accordi per progetti Redd+ in vari paesi africani: Zambia, Mozambico, Ghana, Repubblica democratica del Congo e Angola. L’unico attivo è il Luangwa Community Forests Project (LCFP), in Zambia.

Situato nella Provincia Orientale del paese, l’LCFP interessa una superficie di oltre 940mila ettari e si presenta come il più grande progetto di compensazione di CO2 del continente. Fu elaborato nel 2014 da una ditta chiamata BioCarbon Partners. 

Quando, nel novembre 2020, Eni ha confermato l’acquisto di crediti di carbonio dall’LCFP, ha anche annunciato di voler continuare nel suo intento fino al 2038. Eni è diventata anche «membro attivo della governance del progetto». Secondo la società, l’acquisto di crediti ha portato nelle casse dei 12 chiefdom coinvolti nell’LCFP la cifra di 2,5 milioni di dollari. Ovvero, circa 14,5 dollari a persona l’anno.

La credibilità degli schemi di compensazione, tuttavia, risulta compromessa dal fatto che si basano su un assunto impossibile da verificare. Si presumono riduzioni di emissioni sulla scorta di ciò che sarebbe accaduto se tali progetti non fossero stati realizzati. Stime aleatorie, che si rivelano di importanza fondamentale per tenere in vita ancora per decenni il modello dell’estrazione dei combustibili fossili.

«Acquistando crediti sul mercato del carbonio o investendo direttamente in presunti progetti di conservazione, aziende come Eni possono presentarsi come protettrici della biodiversità, nonostante le loro attività estrattive continuino a causare la distruzione degli ecosistemi su cui ricadono le loro concessioni, come per esempio nel Delta del Niger o in Mozambico» ha dichiarato Alessandro Runci di ReCommon.

Il trucco

Grazie a questa tipologia di progetti, l’Eni – l’azienda italiana con il più alto livello di emissioni di gas serra – è in grado di scrivere nel suo piano di decarbonizzazione che il gas fossile costituirà una parte centrale del proprio business persino oltre il 2050, affermando al contempo che, per quell’anno, la società avrà raggiunto l’obiettivo di emissioni nette zero.

Alla base di questo paradosso c’è proprio il controverso meccanismo di compensazione della CO2, che consente alle multinazionali del fossile di riportare un volume di emissioni molto inferiore rispetto a quello di cui è effettivamente responsabile.

Malgrado sia noto che l’efficacia di questo meccanismo in termini di riduzione delle emissioni sia alquanto discutibile, specialmente se utilizzato a compensazione di emissioni generate, in numerose occasioni il Redd+ si è rivelato estremamente efficace nel ripulire l’immagine delle industrie più inquinanti, consentendo loro di nascondere il proprio impatto climatico.

Nel frattempo, spesso accade che comunità locali, tradizionali e popoli indigeniinteressati dai Redd+ non vedano riconosciuto il proprio diritto alla terra e, anzi, vengano rappresentati come una minaccia per la biodiversità e per le foreste, a causa di pratiche culturali o di sussistenza. Oltre al danno la beffa, dal momento che spesso sono invece proprio queste comunità a difendere le foreste dagli attacchi della grande industria estrattiva e agro-alimentare, anche a costo della vita.

«Ancora una volta Eni cerca di gettarci fumo negli occhi provando a farci credere di aver intrapreso una seria svolta green», è il commento di Martina Borghi di Greenpeace Italia. «Ma la verità è un’altra: investirà solo lo 0,8% del suo profitto lordo in progetti che non vanno alla radice del problema della deforestazione, riducendo le emissioni solo sulla carta e per di più con cifre che appaiono gonfiate. Il tutto mentre, nei prossimi quattro anni, prevede di aumentare le estrazioni di gas e petrolio. Siamo insomma di fronte all’ennesimo atto di greenwashing da parte dell’azienda».

Per Borghi e per Greenpeace l’unico atto concreto da compiere da parte dell’Eni per tutelare il clima consisterebbe nell’abbandono totale dei combustibili fossili. Difficile che con queste strategie societarie ciò avvenga a breve, specialmente se si potrà “vantare” di aver salvato l’Africa dalla deforestazione.

SPORT

CALCIO

CHAMPIONS SEMIFINALI

MANCHESTER C – PSG 2-0

SE PUR CON UN ARBITRAGGIO POCO CORRETTO IL CITY E’ LA PRIMA FINALISTA, CHE VINCE ANCHE IN CASA CONTRO COMUNQUE UN BUON PSG MA NON BASTA A RIMEDIARE E NON RIESCE A VINCERE.

SERIE B

PISA – VENEZIA 2-2

EMPOLI – COSENZA 4-0

MONZA – LECCE 1-0

PORDENONE – SALERINTANA 1-2

REGGINA – ASCOLI 2-2

CHIEVO – CREMONESE 1-1

VICENZA – BRESCIA 0-3

PESCARA – REGGIANA 1-0

SPAL – FROSINONE 0-1

CITTADELLA – ENTELLA 1-0

EMPOLI PROMOSSO IN SERIE A

PISA SALVO

BASKET

EUROLEGA

ARMANI – B.MONACO 92-89

U16 ECCELLENZA

PISTOIA 2000 – O.LEGNAIA 52-47

SERIE A2/F

S.MARTINO – VICENZA 70-63

VOLLEY

Pallavolo serie B/M: Cesaroni (Ermgroup San Giustino) “Inizia un altro campionato, le avversarie sono sempre piu’ agguerrite, abbiamo i requisiti per andare in A3”

È il “re” delle veloci al centro, piazzate al momento giusto e con un’alta percentuale di realizzazione. Un cenno di intesa con Sitti e il suo braccio diventa rapido e preciso, ma in ogni partita riesce a rendersi efficace anche a muro. Il centrale Giulio Cesaroni, classe 1994, non soltanto è una fra le conferme nello scacchiere della ErmGroup San Giustino, ma garantisce anche lui equilibrio alla squadra. Una garanzia, in altre parole, perché quando occorre lui dimostra di esserci sempre. Con Cesaroni, stiliamo una sorta di bilancio della prima fase del campionato di B quando la mente è già proiettata verso i play-off. La classifica finale del girone F2 – San Giustino, Città di Castello, Pesaro ed Edotto Rossi Foligno nell’ordine – rispecchia fedelmente la scala dei valori? “Penso di sì – afferma Cesaroni – perché anche se quest’anno si è giocato senza rispettare le date del calendario a causa del Covid-19, alla fine è sempre il campo che parla. Il Città di Castello ha finora disputato a mio avviso una positiva stagione (è anche l’unico ad averci strappato un set) e il suo secondo posto è buono, così come il terzo di Pesaro”.

Oltre ai nuovi giocatori arrivati la scorsa estate e tralasciando il cammino da record in campionato, che cosa ha di diverso questa ErmGroup rispetto alla squadra dello scorso anno? “La consapevolezza di essere un gruppo unito; un gruppo costruito nella passata stagione e potenziato quest’anno dopo aver confermato il cosiddetto “zoccolo duro”. Una compattezza che si nota dentro, ma anche fuori dal campo”. In queste dieci partite, avete dato la sensazione a chi vi seguiva di avere sempre in mano il controllo della situazione, anche quando vi siete trovati sotto nel punteggio. È così? “Sì, perché indice di una maturità e di una mentalità che abbiamo acquisito”. I tanti palloni veloci piazzati stanno a significare che l’intesa con il palleggiatore Sitti è divenuta oramai automatica? “Giochiamo insieme da quasi due anni e posso dire che con Alessio mi trovo benissimo: c’è quel giusto affiatamento che ci permette di costruire l’azione risolutrice nel momento in cui serve”. 

Chiusa in modo più che brillante la prima fase, se ne apre ora un’altra: di qui alla fine, saranno solo play-off con spareggi senza appello. Si comincia sabato 8 maggio da Alba Adriatica contro una formazione classificatasi al quarto posto nel girone F1. Quanto conta, quindi, una eccellente preparazione anche sotto il profilo mentale? “Direi che è fondamentale. I play-off si rivelano molto spesso un campionato a parte, quindi per certi versi ci si “resetta” da zero e tutte le squadre scendono in campo più agguerrite che mai, perché la vittoria assume un’importanza assoluta. Sono sfide che si risolvono nell’arco di due partite (con anche la lotteria del golden set, se necessario) e quindi se sbagli finisci inevitabilmente con il pagare”. La ErmGroup ha tutte le carte in regola per salire in A3? “Assolutamente sì. Ci crediamo noi come gruppo squadra e ci credono staff e società. Abbiamo tutti i requisiti per farcela, nonostante il campionato di quest’anno sia particolare, con la formula modificata in corso d’opera. Ci sono tre promozioni dal versante centro-sud che sembrano tante, ma che in realtà cono poche, per cui sarà una bella battaglia. I tre posti sono molto ambiti, il cammino è ancora lungo e allora dobbiamo compiere un passo alla volta. Vivere insomma alla giornata, come del resto ci impone anche la particolarità che del periodo che stiamo vivendo da più di un anno”.

1^ DIVISIONE/F

POLIVICA – TORRETTA 3-0

PALLAMANO


Youth League Under 19: Pressano vola ai campionati nazionali

A pochi giorni di distanza dalla qualificazione della selezione Under 17 alle finali nazionali di categoria, la Pallamano Pressano Cassa di Trento piazza un’altra squadra giovanile fra le migliori sul territorio nazionale. Si tratta dei ragazzi Under 19 di Alain Fadanelli, che dallo scorso gennaio partecipano alla Youth League, il maggiore campionato nazionale giovanile. La prima fase regionale sta andando in archivio con regolarità nonostante le difficoltà legate alla pandemia e per i colori gialloneri l’obiettivo è raggiunto. La squadra trentina si è infatti assicurata quantomeno il secondo posto in classifica, conquistando così il pass per le finali nazionali di categoria che si terranno in Abruzzo dal 10 al 13 giugno prossimi assieme ai campionati nazionali Under 20 femminili. Percorso netto quello dei ragazzi gialloneri che hanno vinto tutte le partite ad eccezione dei due scontri diretti contro Merano, corazzata lanciata verso il titolo tricolore e quasi matematicamente campione regionale: a ruota, comunque, Fadanelli e compagni non hanno mollato un colpo, lottando contro Bolzano, Mori e Campo Tures per la seconda piazza. Ora, a 3 giornate dal termine, Pressano è matematicamente secondo e qualificato per la kermesse tricolore che assegnerà lo Scudetto di categoria. I sorteggi dei gironi sono previsti ad inizio giugno: la squadra giallonera avrà quindi più di un mese per preparare l’importante impegno nazionale. Ancora 3 gare da disputare contro Mori, Campo Tures e Merano, a cui si aggiungono le ultime partite del campionato di Serie A Beretta in cui è impegnata buona parte della formazione Under 19.

Ufficio Stampa Pallamano Pressano Cassa di Trento

PRINCIPALI NEWS DEL 5 MAGGIO

POLITICA ECONOMICA

MILANO

MIB 1,95%

SPREAD 0,97% CON 107 PUNTI

SOLO RIBASSI: TELECOM -0,78% PIRELLI -0,11% ITALGAS -0,07%

LIVORNO

Da giovedì 6 maggio
La farmacia comunale di via Grande riprende il servizio H24 dopo il restyling
Spazi più adeguati per il servizio notturno e nuovi servizi
Da giovedì 6 maggio il servizio H24 (quindi con apertura anche notturna) si sposta nuovamente alla Farmacia comunale n.8 di via Grande, mentre la Farmacia n.2 della Rosa torna all’orario diurno.
Come si ricorderà la farmacia n.8 è stata chiusa per circa due mesi per lavori di ristrutturazione e riaprirà appunto giovedì mattina con spazi rinnovati e nuovi servizi.
Dopo il restyling la Farmacia Comunale n. 8 può dunque riprendere il suo indiscusso ruolo di servizio in quanto unica farmacia sul territorio comunale, tra tutte quelle pubbliche e private, che rimane aperta per 24 ore al giorno tutti i giorni dell’anno, un sicuro punto di riferimento non solo per i livornesi ma anche per i cittadini dei comuni limitrofi. L’intervento di ristrutturazione è stato finalizzato a rendere più fruibili i servizi erogati e i reparti merceologici della farmacia, consentendo di adeguare la struttura alle nuove esigenze che una farmacia moderna deve soddisfare, pur con i limiti dettati dagli spazi e dai locali a disposizione.
Queste le novità: – è stato creato un nuovo accesso al servizio notturno, che dalla precedente collocazione su via Fiume è stato trasferito sotto i portici di via Cogorano. Questo spostamento ha consentito di eliminare la problematica costituita da una barriera architettonica costituita dalla soglia di accesso a quota + 25 cm rispetto al piano del marciapiede di via Fiume, che impediva di fatto l’accesso agli utenti su sedia a rotelle. Inoltre potrà essere  garantito un maggior comfort agli utenti nelle giornate piovose;
– gli spazi sono stati  ottimizzati per consentire oltre alle attività tradizionali e tipiche della farmacia (vendita medicinali e prodotti farmaceutici, consigli personalizzati di prodotti per la salute, il benessere e la prevenzione) anche i servizi  socio-sanitari per i quali la Farmacia di Piazza Grande da anni è punto di riferimento, nell’ambito degli accordi con la Regione Toscana e con la Asl. Tra questi servizi, erogati sul territorio del Comune dalle sole farmacie pubbliche, ci sono le prenotazioni CUP, il pagamento ticket sanitari, il ritiro referti da totem, nonché la possibilità di stampare e ritirare gratuitamente ben 14 tipi di certificati anagrafici. A questi sia aggiunga la telecardiologia, l’effettuazione di test antigenici rapidi, test sierologici e prossimamente la somministrazione di vaccini SARS-CoV-2.

Cerimonia in Comune domenica 9 maggio alle ore 11.30
Il Comune di Livorno ricorda le vittime livornesi della strage di Bologna
Aderisce per la prima volta al Giorno della memoria  dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi

L’Amministrazione Comunale di Livorno, da quest’anno, aderisce al Giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi, ricorrenza della Repubblica Italiana istituita con la legge 4 maggio 2007 n° 56 che viene celebrato il 9 maggio, giorno in cui fu ucciso Aldo Moro (9 maggio 1978, dopo 55 giorni di prigionia).
Domenica 9 maggio, alle ore 11.30, nella Sala del Consiglio, il Comune di Livorno renderà omaggio alla memoria dei due cittadini livornesi vittime della strage di Bologna il 2 agosto 1980: Lina Ferretti Mannocci, che perse la vita nell’attentato, e il marito Rolando Mannocci, ferito gravemente e rimasto invalido, perito successivamente, e inserito quindi ufficialmente nella lista dei deceduti a causa della strage.
Il sindaco Luca Salvetti consegnerà una pergamena ai figli della coppia, Paola e Maurizio Mannocci, alla presenza del prefetto Paolo D’Attilio, del comandante del Presidio Militare contrammiraglio Flavio Biaggi, della  presidente della Provincia di Livorno Maria Ida Bessi, del presidente del Consiglio comunale Pietro Caruso e dei capigruppo consiliari.
Per lo svolgimento dell’iniziativa saranno garantiti i protocolli di sicurezza per il contenimento dell’emergenza sanitaria da Covid-19.

LE VITTIME LIVORNESI DELLA STRAGE DI BOLOGNA
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO DA UNA RICOSTRUZIONE SUI GIORNALI D’EPOCA
 Sabato 2 agosto 1980, alle 10.25, un ordigno ad alto potenziale esplose nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna: lo scoppio fu violentissimo e provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d’aspetto di prima e seconda classe e di circa 30 metri di pensilina. L’esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso, in sosta al primo binario. Il bilancio di questa strage, la più efferata compiuta nell’Italia repubblicana, fu di 85 morti e 200 feriti. 
Tra le vittime anche Lina Ferretti, 54 anni residente a Livorno (era nata a Peccioli) che insieme al marito, Rolando Mannocci, 54 anni, livornese, ferroviere e dirigente della sezione Pci delle ferrovie di Livorno, e a sua volta rimasto gravemente ferito, stava recandosi in vacanza sulle Dolomiti. 
La donna rimase schiacciata tra le macerie e morì poco dopo, mentre le prime squadre di soccorso cercavano di prestarle aiuto. Il marito fu tratto in salvo dalle squadre di soccorso che dovettero lavorare diverso tempo prima di liberarlo dalle macerie. Mannocci fu trasportato prima all’ospedale Bellaria, poi al Maggiore e quindi al centro traumatologico. Mannocci fu investito dall’esplosione alle spalle, dove riportò le ustioni più profonde, mentre un braccio e soprattutto una mano (si parlava della necessità di un intervento di amputazione) rimasero colpiti dal crollo. 
La coppia, che abitava a Livorno in via Pannocchia, nella zona della stazione, era partita la mattina presto alla volta di  Bologna dove, alle 11.30, avrebbe dovuto prendere la coincidenza per raggiungere Bolzano. I due si trovavano proprio nella sala d’attesa dove era stato collocato l’esplosivo.
Appresa la notizia della strage il sindaco Alì Nannipieri inviò al sindaco di Bologna, Renato Zangheri, un telegramma di commossa partecipazione dei livornesi. Nannipieri inviò anche un telegramma a nome della città anche ai figli della coppia.
Un telegramma fu inviato anche dal presidente della Provincia Emanuele Cocchella, sia al sindaco di Bologna che ai figli della coppia.
Già dalla domenica, avuta certezza che si trattava di un attentato terroristico, si riunirono sia la Giunta comunale che il Comitato cittadino antifascista. E mentre i sindacati decidevano due ore di sciopero generale per la mattina del lunedì 4, dalle segreterie dei partiti partivano documenti di condanna. Il  comitato permanente antifascista, con l’appoggio del sindacato confederale e dei partiti democratici, indisse per la sera  dalla domenica  una manifestazione popolare in piazza della Repubblica per esprimere solidarietà alle vittime, per manifestare il più fermo impegno contro le forze dell’eversione fascista, e per difendere e rafforzare le istituzioni democratiche.
Manifesti furono fatti affiggere sia dal Comune che dalla Provincia.
Lunedì 4 agosto 1980 alle 10 tutti i negozi abbassarono le saracinesche, gli operai nelle fabbriche sospesero il lavoro, i mezzi pubblici rimasero fermi per un’ora.
La città di Livorno fu rappresentata ai funerali, svoltisi a Bologna nel pomeriggio di mercoledì 6 agosto, dai gonfaloni del Comune e della Provincia. Per partecipare alle esequie furono allestiti dei pullman. In coincidenza con i funerali fu sospesa ogni attività commerciale e artigianale.La salma di Lina Ferretti fu traslata, per interessamento del sindaco Nannipieri, al cimitero dei Lupi. 
La Giunta comunale deliberò la stanziamento di 5 milioni di lire a favore delle vittime. All’indomani dell’attentato, infatti, il Comune di Bologna aveva costituito un fondo di solidarietà.

Approvato dal Consiglio Comunale il Regolamento per l’assegnazione ai titolari di contrassegno disabili di spazi di sosta personalizzati
Approvato oggi all’unanimità dal Consiglio Comunale il Regolamento per l’assegnazione ai titolari di contrassegno disabili di spazi di sosta personalizzati. 
Grazie al Regolamento, i criteri per l’assegnazione saranno più chiari e trasparenti, e i tempi dell’iter procedurale saranno certi.Potranno fare domanda le persone disabili che presentino particolari condizioni di invalidità tali da impedire la deambulazione autonoma o che compromettano la possibilità di spostamenti autonomi, e che abbiano effettive esigenze di muoversi per necessità terapeutiche, lavorative, di studio o altre attività anche di carattere sociale. Inoltre, ai sensi dell’Articolo 381 del DPR 495/1992, i richiedenti non dovranno avere disponibilità di uno spazio di sosta privato accessibile e fruibile, e lo spazio personalizzato potrà essere richiesto nelle zone ad alta densità di traffico.Per la valutazione delle richieste, il Regolamento prevede una Commissione Tecnica interna al Comune, alla quale può sempre partecipare il Garante dei diritti delle persone con disabilità, che va quindi a superare il Comitato Tecnico Scientifico istituito nel 2017, all’interno del quale erano presenti anche rappresentanti dell’Azienda ASL e della Direzione Provinciale dell’INPS, cosa non prevista dalla normativa e fonte di inevitabili rallentamenti nell’iter istruttorio. Da ora in poi, entro 45 giorni dalla presentazione dell’istanza il richiedente saprà se lo spazio personalizzato è stato concesso o negato (con diniego motivato), e nei successivi 45 giorni, se concesso, lo stallo verrà realizzato. La razionalizzazione dell’iter istruttorio permetterà anche un censimento più capillare degli stalli personalizzati decaduti, che verranno quindi convertiti in generici o cancellati se non necessari. 
“Questo Regolamento – dichiara l’assessora alla Mobilità e Ambiente Giovanna Cepparello – rappresenta un piccolo ma importante passo avanti verso una città più accessibile, a misura di tutti. Gli uffici hanno svolto un lavoro prezioso, in stretta collaborazione sia con l’Assessorato che con il Garante dei diritti delle persone con disabilità, producendo un testo chiaro e condiviso su un tema fondamentale”.Un’altra importante novità introdotta nei giorni scorsi dall’Amministrazione Comunale grazie all’Ufficio Mobilità riguarda la possibilità di richiedere i contrassegni per persone disabili attraverso una semplice procedura online.
I moduli online si trovano in Servizi online – Sportello del cittadino – Traffico e mobilità, scegliendo dal menu laterale ‘Rilascio contrassegno disabili’.

La Colombia sull’orlo dell’insurrezione

In Colombia, le manifestazioni si sono intensificate da subito, già mercoledì 28 al momento dell’indizione dello sciopero nazionale contro la riforma fiscale. Il tutto inoltre si è svolto e continua a svolgersi in un contesto di rapido aggravamento della pandemia che ha già provocato nel paese andino oltre 75.000 morti (su una popolazione di poco più di 50 milioni di abitanti). In questi ultimi giorni il numero delle morti cresce al ritmo di 5-600 al giorno, un livello finora mai visto nel paese presieduto dal conservatore Iván Duque Márquez. L’occupazione delle unità di terapia intensiva nelle grandi città supera il 90%.

Se un popolo va a protestare nel mezzo di una pandemia, è perché il governo è più pericoloso del virus”. C’era scritto su uno delle migliaia di striscioni delle proteste di massa che da mercoledì sono dilagate in tutto il paese, per poi crescere incredibilmente nella giornata di sabato 1° maggio in tutte le principali città.

La misura che si pretende di far approvare è illustrata in un documento di 110 pagine che il governo colombiano ha chiamato “Legge di Solidarietà Sostenibile”, finalizzato a “rendere le finanze pubbliche sostenibili nel contesto della crisi” e a “mantenere la fiducia degli investitori e dei finanziatori stranieri”. Ma che non è altro che una riforma fiscale che penalizza i consumi popolari rendendo ancora più regressivo il sistema di tassazione colombiano, cercando di far pagare le imposte indirette alle masse, tassando i salari dei lavoratori, mentre esclude da essa il potere ecclesiastico e l’oligarchia capitalista, preservando le (proporzionalmente) grandissime spese militari utili solo per mantenere il controllo del territorio e per difendere il modello di sviluppo neoliberale basato sull’espropriazione delle terre.

La legge propone l’introduzione di una “patrimoniale” dell’1% sulle ricchezze superiori a 4,8 miliardi di pesos (pari a 1,2 milioni di euro) e del 2% su quelle superiori a 14 miliardi di pesos (3,33 milioni di euro). Ma propone anche la riduzione delle imposte sul reddito delle società, e contemporaneamente sovrattasse sui carburanti e contributi ai lavoratori del settore pubblico o privato che guadagnano più di 10 milioni di pesos al mese (2.300 euro).

Secondo l’ECLAC, la Commissione economica dell’ONU per l’America Latina e i Caraibi, in Colombia l’1% più ricco paga meno del 5% del suo reddito in tasse!

Ma non basta: c’è la volontà di aumentare l’IVA dal 16% al 19% su una serie di prodotti di consumo popolare (uova, caffè e latte) e sulle tariffe dei servizi pubblici di energia, gas, acqua e fogne. Senza contare che la Colombia è tra i paesi latinoamericani quello più segnato dalla privatizzazione dei servizi pubblici (sanità e scuola prima di tutto).

Ma la rabbia del popolo colombiano non si basa solo sul rifiuto della riforma fiscale. C’è dietro tutta la gravissima disuguaglianza sociale che fa di quel paese il più povero di tutta la povera America Latina, disuguaglianza che la pandemia ha approfondito in maniera intollerabile. In Colombia più della metà della forza lavoro è nel settore informale, i disoccupati ufficiali sono 4 milioni, il mondo contadino è stato abbandonato al proprio destino.

Le manifestazioni sono dilagate ovunque. Le città sono bloccate dallo sciopero dei trasporti e dei distributori di carburante. Le manifestazioni hanno avuto un seguito al di là di tutte le previsioni. Il sindacalismo in Colombia è sempre stato particolarmente debole, a differenza di quel che accade in molti altri paesi dell’America Latina. E’ “normale” che nel paese, quando un datore di lavoro individua un proprio dipendente come quadro sindacale lo licenzi. Quando le vertenze di lavoro si inaspriscono è uso delle autorità governative di intervenire e imporre accordi ovviamente favorevoli alle aziende. Il movimento sindacale non è mai riuscito a costruire una propria identità nazionale restando sempre fortemente regionalizzato. E infine, soprattutto, ha sempre cercato di collegarsi con uno o l’altro dei due partiti (quello conservatore e quello liberale) sulla cui alternanza si è ingessata per decenni la politica colombiana.

Il presidente per affrontare la protesta ha dichiarato in tutto il paese il coprifuoco e ha fatto scendere in strada i militari in tutte le principali città, con la conseguenza di far crescere l’intensità degli incidenti che si sono verificati da subito, ma hanno raggiunto il culmine sabato 1° maggio, quando, soprattutto nella grande città di Cali, ma anche in molte altre città: Cajamarca, Bucaramanga, Cartagena, Gachancipá, Medellin, Choco, Meta, Vichada, Arauca, Barranquilla e nella stessa capitale Bogotà, si sono diffusi scontri in tutte le vie. Nella città di Manizales i manifestanti hanno abbattuto il busto di un politico conservatore.

Al momento le fonti ufficiali parlano di 19 morti tra i manifestanti e di un poliziotto, ma le organizzazioni non governative attive nel paese segnalano che il numero reale potrebbe essere significativamente più alto. Sono parecchie centinaia i feriti e altrettanti gli arrestati durante le manifestazioni aggredite dai militari e dalla polizia.

Parecchio violente sono state le azioni dell’ESMAD, l’Escuadrón Móvil Antidisturbios (lo squadrone mobile antisommosse) che è quello che rimane degli squadroni della morte che hanno imperversato nel paese tra il 2000 e il 2016. Come ormai è consueto, vista la grande diffusione degli strumenti audiovisivi, sono tante le video testimonianze di queste violenze che riprendono anche manifestati colpiti a freddo alle spalle dalle pallottole dei militari.

Numerose ONG e associazioni per i diritti umani hanno aggiunto la loro voce a queste denunce, chiedendo l’intervento dell’amministrazione USA di Biden e dell’Unione europea.

Nel discorso con il quale annunciava l’invio dei militari, Duque, attorniato dalla vicepresidente Marta Lucia Ramirez, dal ministro degli interni Daniel Palacios e dal comandante dell’esercito Eduardo Zapateiro, ha detto: “voglio lanciare un avvertimento a coloro che attraverso la violenza, il vandalismo e il terrorismo cercano di intimidire la società e credono che con questo meccanismo piegheranno le istituzioni. Come comandante supremo delle forze armate, ho autorizzato la presenza militare nei luoghi dove è necessaria, in coordinamento con i sindaci e i governatori”.

Il comportamento brutale dei militari non dipende da fattori casuali. Basti pensare al tweet fatto dall’ex presidente Álvaro Uribe, eminenza grigia dietro Duque. Uribe ha scritto: “sosteniamo il diritto dei soldati e della polizia di usare le loro armi per difendere la loro integrità e per difendere persone e proprietà dall’azione criminale del terrorismo vandalico”. Un vero e proprio incitamento alla violenza. Non a caso Twitter ha rimosso il messaggio per non aver rispettato le politiche di utilizzo.

D’altra parte la Colombia è avvezza ad un livello di violenza sociale senza paragone perfino nell’America Latina. Due decenni di guerra interna contro le organizzazioni guerrigliere sono costati migliaia di morti in particolare tra le popolazioni civili sottoposte all’imperversare dell’esercito e dei gruppi paramilitari filogovernativi, anche dopo la firma degli “accordi di pace” del 2016. Questo ha prodotto più di sette milioni di sfollati interni (una cifra seconda solo a quella della Siria a livello globale). L’azione di “controinsurrezione” mirava peraltro soprattutto a garantire la sicurezza delle compagnie petrolifere e degli allevatori di bestiame.

E a livello internazionale i governi autoritari e reazionari colombiani hanno goduto per decenni e continuano a godere del sostegno politico ed economico delle istituzioni imperialiste internazionali con il pretesto della lotta contro la droga. L’appoggio statunitense e della stessa Unione europea alla Colombia negli ultimi anni è ulteriormente cresciuto come contrappeso contro il Venezuela “bolivarista”.

Con la sua riforma fiscale, Duque con i suoi economisti vorrebbe ridurre il buco di bilancio aperto dalle spese imposte dalla pandemia. L’opposizione non condivide affatto le sue scelte.

La sindaca della capitale Bogotà, la femminista lesbica e ambientalista Claudia Lopez ha accusato Uribe di aver innescato “letteralmente” la tensione. Ha detto: “non permetteremo che i nostri giovani vengano massacrati. Dopo molti sforzi siamo riusciti a ritirare l’ESMAD da tutti i punti e garantire il ritorno a casa” ma ha anche pregato i manifestanti di non impedire nelle strade il passaggio delle ambulanze alla ricerca di posti letto negli ospedali stracolmi.

Lo sciopero ha già ottenuto una prima vittoria, costringendo il ministro delle finanze Alberto Carrasquilla alle dimissioni e il presidente Duque ad accantonare, almeno per il momento la sua proposta.

Il Comitato Nazionale di Sciopero ha indetto per domani 5 maggio una nuova mobilitazione di massa, affermando che “durante i sei giorni di sciopero nazionale le autorità civili, militari e di polizia hanno quotidianamente ridotto le libertà e le garanzie democratiche, lasciando decine di persone morte, centinaia di feriti e imprigionati”. La protesta di domani chiede “libertà e garanzie democratiche, garanzie costituzionali per la mobilitazione e la protesta, la smilitarizzazione delle città, la fine dei massacri e la punizione dei responsabili e lo scioglimento dell’Esmad”, la violenta forza di sicurezza utilizzata contro le proteste popolari. Si rivendicano anche “la vaccinazione massiccia della popolazione contro il Covid, un reddito di base almeno pari al salario minimo, la difesa della produzione nazionale agricola, industriale, artigianale, contadina, sussidi per le piccole imprese e garanzie di lavoro con diritti, il divieto di irrorazione aerea di prodotti agrochimici a base di glifosato”.

PRIMA PAGINA

IL 5 MAGGIO NASCEVA KARL MARX

Karl Heinrich Marx (AFI[ˈkaɐ̯l ˈmaɐ̯ks]; spesso italianizzato in Carlo Marx) (Treviri5 maggio1818 – Londra14 marzo1883) è stato un filosofoeconomistastoricosociologopolitologogiornalista e politicotedesco.

Nato in una famiglia ebrea relativamente agiata della classe media, Marx studiò all’Università di Bonn e all’Università Humboldt di Berlino, iniziando a interessarsi alle opinioni filosofiche dei giovani hegeliani. Dopo la laurea contribuì alla Gazzetta renana, giornale radicale di Colonia. Trasferitosi a Parigi nel 1843, continuò a lavorare per diversi giornali radicali e incontrò importanti amici e sostenitori, tra cui Friedrich Engels, con cui pubblicò il Manifesto del Partito Comunista nel 1848. Esiliato dalla Francia nel 1849 a causa delle sue idee politiche e per il suo supporto ai moti del 1848, Marx si trasferì con la moglie Jenny von Westphalen e i figli prima a Bruxelles e poi a Londra. Qui continuò a lavorare come giornalista per il giornale anglo-americano New York Tribune e ad approfondire i suoi studi sull’economia politica, arrivando così a elaborare la sua teoria economica che avrebbe dovuto essere esposta ne Il Capitale, di cui Marx riuscì a pubblicare solamente il primo volume nel 1867. I successivi due volumi sarebbero stati pubblicati postumi da Engels (1885 e 1894) e la versione completa delle Teorie del plusvalore da Karl Kautsky (1905-1910).

Negli anni ’40 il giovane Marx scrisse la tesi di dottorato La differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro (1841), Il manifesto filosofico della Scuola storica del diritto (1842), Per la critica della filosofia del diritto di Hegel (1843), Sulla questione ebraica (1844), Note su James Mill (1844), i Manoscritti economico-filosofici del 1844 (1844), La sacra famiglia (scritta insieme a Engels) (1845), le Tesi su Feuerbach (1845), L’ideologia tedesca (scritta insieme a Engels) (1846), Miseria della filosofia (1847) e Lavoro salariato e capitale (1848), oltre al Manifesto del Partito Comunista (1848), libello scritto assieme al sodale Engels fra il 1847 e il 1848 e commissionato dalla Lega dei Comunisti, di cui faceva parte, per esprimere il loro progetto politico. Di queste opere solo alcune furono pubblicate in vita. Gli anni ’50 videro la pubblicazione de Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850 (1850), Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte (1852), i Grundrisse (1857) e Per la critica dell’economia politica (1859). Gli anni ’60 videro il Marx maturo impegnato negli scritti sulla guerra civile americana (1861-1865), sui tre volumi delle Teorie del plusvalore (1862), sul Salario, prezzo e profitto (1865) e sul primo volume de Il Capitale(1867). Gli ultimi anni della vita di Marx videro la pubblicazione de La guerra civile in Francia (1871), la Critica del Programma di Gotha (1875) e le Note su Adolph Wagner (1883).

Partecipò attivamente anche al movimento operaio e presto divenne una figura importante nella Prima Internazionale (1864-1876) fino alla sua morte. Il suo pensiero, incentrato sulla critica in chiave materialista dell’economia, della società, della politica e della culturacapitalistiche, esercitò un peso decisivo sulla nascita delle ideologie socialiste e comuniste, dalla seconda metà del XIX secolo in poi, dando vita alla corrente socioeconomico politica del marxismo. Teorico della concezione materialistica della storia e insieme a Engels del socialismo scientifico, Marx è considerato tra i pensatori maggiormente influenti sul piano politico, filosofico ed economico nella storia dell’Ottocento e del Novecento.

EDITORIALE DEL 5 MAGGIO

DAL 5 MAGGIO DEL MANZONI

Ei fu. Siccome immobile,
Dato il mortal sospiro,
Stette la spoglia immemore
Orba di tanto spiro,
Così percossa, attonita
La terra al nunzio sta,

Muta pensando all’ultima
Ora dell’uom fatale;
Nè sa quando una simile
Orma di piè mortale
La sua cruenta polvere
A calpestar verrà.

Lui folgorante in solio
Vide il mio genio e tacque;
Quando, con vece assidua,
Cadde, risorse e giacque,
Di mille voci al sonito
Mista la sua non ha:

Vergin di servo encomio
E di codardo oltraggio,
Sorge or commosso al subito
Sparir di tanto raggio:
E scioglie all’urna un cantico
Che forse non morrà.

Dall’Alpi alle Piramidi,
Dal Manzanarre al Reno,
Di quel securo il fulmine
Tenea dietro al baleno;
Scoppiò da Scilla al Tanai,
Dall’uno all’altro mar.

Fu vera gloria? Ai posteri
L’ardua sentenza: nui
Chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
Del creator suo spirito
Più vasta orma stampar.

La procellosa e trepida
Gioia d’un gran disegno,
L’ansia d’un cor che indocile
Serve, pensando al regno;
E il giunge, e tiene un premio
Ch’era follia sperar;

Tutto ei provò: la gloria
Maggior dopo il periglio,
La fuga e la vittoria,
La reggia e il tristo esiglio:
Due volte nella polvere,
Due volte sull’altar.

Ei si nomò: due secoli,
L’un contro l’altro armato,
Sommessi a lui si volsero,
Come aspettando il fato;
Ei fe’ silenzio, ed arbitro
S’assise in mezzo a lor.

E sparve, e i dì nell’ozio
Chiuse in sì breve sponda,
Segno d’immensa invidia
E di pietà profonda,
D’inestinguibil odio
E d’indomato amor.

Come sul capo al naufrago
L’onda s’avvolve e pesa,
L’onda su cui del misero,
Alta pur dianzi e tesa,
Scorrea la vista a scernere
Prode remote invan;

Tal su quell’alma il cumulo
Delle memorie scese!
Oh quante volte ai posteri
Narrar se stesso imprese,
E sull’eterne pagine
Cadde la stanca man!

Oh quante volte, al tacito
Morir d’un giorno inerte,
Chinati i rai fulminei,
Le braccia al sen conserte,
Stette, e dei dì che furono
L’assalse il sovvenir!

E ripensò le mobili
Tende, e i percossi valli,
E il lampo de’ manipoli,
E l’onda dei cavalli,
E il concitato imperio,
E il celere ubbidir.

Ahi! forse a tanto strazio
Cadde lo spirto anelo,
E disperò: ma valida
Venne una man dal cielo,
E in più spirabil aere
Pietosa il trasportò;

E l’avviò, pei floridi
Sentier della speranza,
Ai campi eterni, al premio
Che i desidéri avanza,
Dov’è silenzio e tenebre
La gloria che passò.

Bella Immortal! benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
Chè più superba altezza
Al disonor del Golgota
Giammai non si chinò.

Tu dalle stanche ceneri
Sperdi ogni ria parola:
Il Dio che atterra e suscita,
Che affanna e che consola,
Sulla deserta coltrice
Accanto a lui posò.

SPORT

CALCIO

SERIE A

ROMA

José Mourinho sarà il nuovo allenatore della Roma a partire dalla stagione 2021-22

José Mourinho sarà il nuovo allenatore della Roma a partire dalla stagione 2021-22. Ad annunciare il raggiungimento di un accordo triennale con il tecnico è stata la stessa società giallorossa con un comunicato stampa:

“Siamo lieti ed emozionati di dare il benvenuto a José Mourinho nella famiglia dell’AS Roma”, hanno dichiarato il presidente Dan Friedkin e il vicepresidente Ryan Friedkin. “José è un fuoriclasse che ha vinto trofei a ogni livello e garantirà una leadership e un’esperienza straordinarie per il nostro ambizioso progetto. L’ingaggio di José rappresenta un grande passo in avanti nella costruzione di una mentalità vincente, solida e duratura, nel nostro Club”.

José Mourinho, 58 anni, è uno degli allenatori più vincenti nella storia del calcio e vanta 25 titoli in carriera. Ha allenato Porto, Chelsea, Inter, Real Madrid, Manchester United e Tottenham.

“Ringrazio la famiglia Friedkin per avermi scelto a guidare questo grande Club e per avermi reso parte della loro visione”, ha dichiarato Mourinho. “Dopo essermi confrontato con la proprietà e con Tiago Pinto ho capito immediatamente quanto sia alta l’ambizione di questa Società. Questa aspirazione e questa spinta sono le stesse che mi motivano da sempre e insieme vogliamo costruire un percorso vincente negli anni a venire. L’incredibile passione dei tifosi della Roma mi ha convinto ad accettare l’incarico e non vedo l’ora di iniziare la prossima stagione. Allo stesso tempo, auguro a Paulo Fonseca le migliori fortune e chiedo ai media di comprendere che rilascerò dichiarazioni solo a tempo debito. Daje Roma!”.

“Quando José ci ha dato la sua disponibilità, abbiamo immediatamente colto l’occasione per parlare con uno dei migliori allenatori di tutti i tempi”, ha dichiarato Tiago Pinto, General Manager dell’Area Sportiva. “Siamo stati impressionati dal suo desiderio di vincere e dalla sua passione per il gioco del calcio: per lui non contano i trofei vinti in carriera ed è sempre concentrato sul prossimo. Possiede la conoscenza, l’esperienza e la leadership per competere a tutti i livelli. Siamo consapevoli di quanto, per poter costruire un progetto sportivo di successo, siano necessari il tempo, la pazienza e le persone giuste al posto giusto. Siamo decisamente convinti che José sarà l’allenatore perfetto per il nostro progetto, sia a breve sia a lungo termine. Tutti insieme, con la visione e l’ambizione di Dan e Ryan, costruiremo le fondamenta di una nuova AS Roma”.

CAGLIARI

Il Cagliari Calcio ha regalato una maglia a Fiammetta, la ragazzina che segue la Dad mentre il papà porta al pascolo le capre

Qualche settimana fa diversi media italiani e mondiali avevano pubblicato la foto di Fiammetta Melis, una ragazzina di origini sarde, che seguiva le lezioni in dad mentre il padre portava al pascolo le capre nella Val di Sole, in Trentino.

Questa storia ha colpito molto il Cagliari Calcio, di cui Fiammetta è tifosissima, e i rossoblù hanno pensato di regalarle la maglia personalizzata con il suo nome e il numero 12, come se fosse la dodicesima in campo, considerandola un simbolo di resistenza e resilienza e un esempio per quanti, in questo periodo così difficile a causa della pandemia, sanno adattarsi alle circostanze e guardare con positività il futuro. Proprio come il Cagliari Calcio, che nella sua lunga storia ha attraversato alterne vicende, sempre però mantenendo saldo il piacere del gioco e lo spirito di gruppo e che anche in questa stagione sta lottando per la salvezza.

La società sarda ha poi postato sui social una foto di Fiammetta con indosso la casacca ricevuta in dono scrivendo: “È orgogliosamente nostra tifosa e da oggi, tra le vette e i pascoli, avrà la sua maglia con cui seguire i rossoblù e le lezioni di scuola a distanza”.

Atletica AVIS Sansepolcro: buoni risultati anche in questo week end

Anche questa settimana, abbiamo “battuto un colpo e risposto presente”, Sabato 01 Maggio 2021, siamo andati in “onda” c/o lo Stadio ASICS Firenze Marathon Stadium, con una manifestazione nazionale riservata esclusivamente alla Cat. Allievi/e (2004-2005). Da segnalare, Caterina Mocarli, 2005, Mt. 400 piani in 1’09”43 (nuovo primato personale, precedente 1’11”83) e 8° classificata e Francesco Capriani, 2005, Mt. 400 piani, in 51”83 (nuovo primato personale, precedente 52”90) e 3° classificato, ma soprattutto, con questo risultato tecnico, supera il minimo di partecipazione (era 52”25), per la partecipazione ai prossimi Campionati Italiani Individuali di Categoria su Pista. Prossimo impegno, sia per la Cat. Cadettti/e (2007-2006) e Cat. Allievi/e (2004-2005), al Meeting Nazionale di Atletica Leggera “Città di Arezzo” di Sabato 08 e Domenica 09 Maggio 2021.

ALTRE NEWS

ALICE NELLA CITTÀ INSIEME AD ANEC, ANICA, U.N.I.T.A., PREMI DAVID DI DONATELLO E 100 AUTORI ANNUNCIANO LE NOTTI BIANCHE DEL CINEMA

Alice nella città si fa promotrice, insieme alle associazioni di categoria Anica e Anec, agli artisti di U.N.I.T.A., ai 100autori e alla Fondazione Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, di un evento che rappresenterà un momento fondamentale nel nuovo piano nazionale di riapertura delle sale cinematografiche #soloalcinema: le Notti Bianche del Cinema. Un grande appuntamento culturale, pensato per essere replicato durante l’anno e per trasferire al pubblico la magia e l’atmosfera unica della sala.

Si tratta di una vera e propria “festa” di mezza estate che da Milano a Palermo, da Torino a Roma, da Bologna a Napoli da Livorno a Bari , animerà le sale italiane con una 48 ore di proiezioni non-stop per recuperare il tempo perso con una programmazione composta da  anteprime, incontri, omaggi  ed eventi speciali, con un unico biglietto agevolato e che coinvolgerà tutte le professionalità del settore: esercenti, distributori, registi, artisti, sceneggiatori, giornalisti, critici e curatori di festival uniti per la ripartenza.
Le Notti Bianche saranno una vera e propria celebrazione che metterà al centro il rapporto tra partecipazione e sicurezza, cultura e cittadinanza attiva, ma soprattutto per recuperare gli spazi perduti nei lunghi mesi di pandemia, quelli del tempo libero e della socializzazione, del pensiero e del divertimento. Spazi di vita e di tutti.

Sarà un momento di socialità straordinario per chi promuoverà i tanti eventi e per chi deciderà di partecipare. “Tornare al cinema e condividere di nuovo dopo tanto tempo l’esperienza insostituibile di vedere un film insieme sul grande schermo è una grande emozione. Nel buio della sala piangeremo, sorrideremo, ci sentiremo tutti coinvolti dalle grandi storie. E saremo uniti nel farlo. Il cinema guarisce. Il cinema ci fa bene. Ritroviamoci al cinema” commenta Vittoria Puccini, Presidente di U.N.I.T.A., che aderisce con entusiasmo all’iniziativa insieme a tanti artisti come Pierfrancesco Favino, Paolo Calabresi, Vinicio Marchioni, Elena Sofia Ricci, Valentina Lodovini, Beppe Fiorello, Sabina Guzzanti, Edoardo Leo, Anna Valle, Michela Cescon, Carlotta Natoli, Paola Minaccioni, Fabrizio Gifuni che saranno presenti ed accompagneranno l’iniziativa costruita assieme.

I cinema di tutte le città coinvolte saranno parte integrante di un programma condiviso e connesso.

Il concept delle notti bianche prevederà: 48 ore di cinema no-stop; un biglietto d’ingresso unico agevolato; un pass/accredito da acquistare per accedere a tutte le sale delle Notti Bianche e costruirsi un percorso dedicato; un’unica campagna di comunicazione nazionale che raccoglierà il programma con di tutti gli eventi.

Esercenti, associazioni, scuole di cinema, cineteche e festival contribuiranno a far vivere, diffondere e amplificare non solo le nuove uscite, ma con forme inedite, anche eventi e proiezioni speciali organizzati e promossi direttamente sul territorio e in linea con l’identità di ciascuna realtà locale.

Tra questi una serie di incontri e presentazioni ideate e organizzate in collaborazione con i 100 autori nelle diverse città e che ha tra i primi confermati Giorgio Diritti, Susanna Nicchiarelli, Edoardo De Angelis, Francesco Bruni, Davide Ferrario, Gianfranco Cabiddu, Stefano Rulli e Sandro Petraglia.

“La pandemia ha inflitto alla cultura un colpo micidiale – dichiara Roberto Andò, portavoce del sindacato di registi e sceneggiatori italiani 100autori -. La ripartenza non può non passare attraverso il cinema. La sala verrà celebrata in un’occasione pensata per tutti, giovani, famiglie e quegli appassionati che non riescono a stare lontano dal grande schermo. Questa importante iniziativa serve a riallacciare il filo con gli spettatori”.

Non solo un evento ma un reale momento di rilancio in cui per prima ha creduto e deciso di investire l’industria: “Le Notti Bianche rappresenteranno una specie di semaforo verde per l’industria theatrical dato che potranno realizzarsi nel momento in cui non ci sarà più alcuna limitazione alla libera circolazione delle persone e all’apertura dei locali di spettacolo e perché vedranno una copertura nazionale pressoché totale e che andrà a coinvolgere tutte le tipologie di esercizio – afferma Luigi Lonigro, Presidente Nazionale Distributori ANICA -. Una grande ‘festa della liberazione del cinema’ a cui i distributori italiani parteciperanno con grande entusiasmo e che coinvolgerà tutta l’industria a partire dalle sale cinematografiche e gli spettatori”.

Per Mario Lorini, Presidente di Anec: “Il cinema riparte con gradualità, ma con grande determinazione. Le prossime settimane saranno decisive, con gli auspicati allentamenti delle misure e con i dati sulla pandemia. Le Notti Bianche del cinema, iniziativa promossa e coordinata da Alice nella Città, può essere davvero il momento centrale per il salto di qualità del processo di ripartenza. Una festa di 48 ore dove enfatizzare la partecipazione di tutta l’industria del cinema al ritorno del pubblico in sala, tra nuove uscite, eventi, promozioni e il coinvolgimento di artisti e talent del cinema italiano, che unito, mette insieme tutta la propria forza per riportare la socialità e l’aggregazione come componente essenziale della unicità della visione di un film su grande schermo”.

Ha fortemente voluto dare il proprio sostegno alle Notti Bianche anche la Fondazione Accademia del Cinema Italiano. “Il David di Donatello e l’Accademia del Cinema Italiano sono stati sempre vicino alle sale, ai protagonisti e ai lavoratori del cinema in questo lungo difficile inimmaginabile silenzio del grande schermo – sottolinea la Presidente Piera Detassis -. La collaborazione con Alice nella città è accesa da tempo e recentemente per arricchire ancor più il percorso nelle classi del David Giovani. Non vediamo l’ora di celebrare e festeggiare la passione per la sala e i film, in cui non abbiamo mai smesso di credere, supportando il lavoro e condividendo le emozioni delle Notti Bianche del cinema. Sarà la festa che tutti gli appassionati aspettano…”.

“È facile creare una scintilla, l’importante è che quella scintilla possa accendere un fuoco – concludono Gianluca Giannelli e Fabia Bettini, Direttori artistici di Alice nella Città -. Per questo la riapertura nazionale delle sale sarà un momento di socialità straordinario, per ricostruire un’identità collettiva. Ci restituisce un senso di appartenenza rappresentato dall’accensione contemporanea di tante scintille. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza una rete di persone unite dalle stesse passioni che da gennaio stanno dedicando il loro tempo per costruire in sicurezza, un appuntamento fuori dalla norma, eccezionale come i tempi che stiamo vivendo”.

Il programma completo di Notti Bianche del Cinema e la campagna #soloalcinema verranno presentati nel corso di una conferenza stampa prevista il prossimo 25 maggio.

Libertà di stampa: nella Ue violenza in aumento contro i giornalisti

L’Europa, afferma l’annuale rapporto di “Reporter senza frontiere, continua ad essere «il continente più favorevole per la libertà di informazione», ma la «violenza contro i giornalisti è cresciuta». Sotto i riflettori, in questa 28esima Giornata mondiale della libertà di stampa, l’Ungheria e altri Paesi dell’Europa centrale. I meccanismi messi in atto dall’Ue «per proteggere le libertà fondamentali», afferma Rsf, «devono ancora allentare la presa di Viktor Orban sui media ungheresi e fermare le misure draconiane prese in altri Paesi dell’Europa centrale». Secondo “Reporter senza frontiere”, in oltre 130 Paesi nel mondo il giornalismo, «vaccino principale» contro la disinformazione, è «totalmente o parzialmente bloccato».

Un vuoto di giustizia per «i crimini contro i giornalisti», può avere «effetti agghiaccianti». L’«impunità» è definita «flagrante» in Slovacchia dopo l’omicidio del reporter Jan Kuciak mentre in altri Paesi i processi sugli omicidi di giornalisti procedono a rilento.

FOGGIA

Sindaco Foggia Franco Landella Lega verso dimissioni

Sindaco Foggia Franco Landella (Lega) verso dimissioni

Il sindaco di Foggia, Franco Landella (Lega), potrebbe dimettersi nelle prossime ore. A quanto si apprende, il primo cittadino ha convocato i consiglieri di maggioranza per annunciare le dimissioni in una riunione che è in corso a Palazzo di città. Nel Comune di Foggia, venerdì scorso, sono stati arrestati i consiglieri di maggioranza Leonardo Iaccarino e Antonio Capotosto, con le accuse a vario titolo di corruzione, tentata induzione indebita e peculato. A febbraio fu arrestato un altro consigliere di maggioranza, Bruno Longo, per una presunta tangente pagata da un imprenditore per sbloccare il pagamento dei lavori di archiviazione dati eseguiti per il Comune. Dal 9 marzo, inoltre, nel Comune di Foggia si è insediata una Commissione inviata dal Viminale per verificare eventuali infiltrazioni della criminalità nell’attività amministrativa. In mattinata, intanto, si è dimesso il consigliere comunale di maggioranza (ex Forza Italia poi passato alla Lega), Consalvo Di Pasqua. “Non ci sono più le condizioni per poter andare avanti”, ha detto all’ANSA. “Non si può più lavorare così – prosegue – avevo già maturato questa idea non appena si è insediata la commissione di accesso”.